Momento delicato per la Fiorentina dopo la pesante sconfitta di Udine. Per analizzare la situazione dei viola tra difficoltà di classifica, aspetti psicologici e prospettive di salvezza, abbiamo intervistato Oreste Cinquini, dirigente di grande esperienza ed ex di Fiorentina e Parma. Con lui abbiamo parlato delle responsabilità della squadra, del lavoro di Paolo Vanoli e della sfida fondamentale contro il Parma:

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Cinquini: “Altro esonero? Decide solo Paratici. Col Parma occhio a un singolo”
Direttore Cinquini, che valutazione dà del momento della Fiorentina?
"Sicuramente la Fiorentina è in una situazione molto difficile. Uscire dalla bassa classifica è complicato, anche perché è una posizione inaspettata per questa squadra. Il risultato fin qui è insufficiente e quindi c’è un aspetto psicologico importante nell’approccio alle partita e nella responsabilità che i giocatori devono avere in un momento così delicato. Bisogna stare molto attenti perché spesso, contro squadre alla portata dei viola, l’approccio mentale diventa difficile e invece contro le grandi squadre la prestazione arriva".
Ha parlato di responsabilità della squadra. Quali sono?
"Molto spesso il problema è anche inconscio da parte dei giocatori. Pensano di essere la Fiorentina, una grande squadra, partita per lottare quantomeno per una classifica che potesse permettere una coppa europea. E quindi, anche inconsciamente, non si rendono conto del pericolo che c’è. C'è un precedente che conosciamo molto bene."
Quale?
"La stagione 92/93. Una Fiorentina piena di campioni e ogni settimana si sentivano le stesse cose: 'Tanto ci salviamo, non vi preoccupate'. Poi però ci si è scontrati con la dura realtà: per mangiare il pane duro ci vogliono i denti."
Torno su Vanoli, se ne fa un gran parlare anche in ottica futura. Come giudica il suo lavoro?
"Parlare di futuro mi sembra una pazzia. Serve pensare all'oggi e a salvare la squadra. Solo Paratici oggi ha le capacità per giudicare se il lavoro di Vanoli è positivo oppure no, o addirittura se sia il caso di cambiare di nuovo allenatore. Ma questo lo deve valutare chi è dentro la società: bisogna stare dentro, soprattutto nello spogliatoio, conoscere i rapporti che ci sono tra giocatori e allenatore e poi giudicare."
Da dirigente, come ci si muove in un momento delicato come questo?
"Io non devo insegnare niente a Paratici. Ha esperienza, ha vinto tanto e ha avuto anche un’importante esperienza all’estero. È chiaro però che bisogna entrare nella testa dei giocatori, stare vicino allo staff tecnico e giudicare, come dicevo prima, se lo staff è in grado di gestire la situazione oppure no. Penso che la presenza, la sicurezza e la tranquillità siano aspetti cruciali affinché questa squadra possa uscire dai bassifondi della classifica."
Che gara si aspetta domenica?
"Il Parma è una squadra difficile da affrontare, anche perché hanno bisogno di punti per rendere la loro classifica ancora più rassicurante in ottica permanenza. Hanno una buona classifica e quindi verranno a vendere cara la pelle. Sarà una partita difficile. La Fiorentina ha qualche problema in difesa e dovrà stare attenta ad un giocatore in particolare."
Chi?
"Pellegrino, specialmente nel gioco aereo. Questa è una partita da prendere con le molle: il Parma non è una squadra come Napoli, Milan o Roma, ma è una squadra, oggi, del livello della Fiorentina. Per di più la squadra ha anche un handicap importante."
Cioè?
"Giocare in uno stadio-cantiere comporta diverse problematiche. Servirà fare la nostra partita e cercare in tutti i modi di fare risultato. C’è anche lo scontro Lecce-Cremonese: sono le due squadre su cui fare la corsa, anche perché la prossima partita sarà a Cremona."
Si ringrazia il direttore Oreste Cinquini per la consueta disponibilità.
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