E così è arrivato il brutto momento di annunciare la scomparsa di Rocco Commisso. Che la malattia fosse più seria di quanto ci era stato raccontato lo avevo intuito per certi piccoli particolari e dal fatto che da mesi non si erano più sentite le sue parole dopo una partita della Fiorentina.

Il ricordo
Ciao Rocco, uomo burbero ma rimasto sempre umile. L’aneddoto personale
Io lo voglio ricordare con un piccolo ma significativo aneddoto. Dopo una burrascosa conferenza stampa fummo invitati per la prima volta a visitare il Viola Park ancora in costruzione. Francamente temevo di trovarmi di fronte ad un uomo arrabbiato con la stampa fiorentina, e invece il sorriso per poter presentare il suo gioiello gli aveva fatto cambiare umore. Era fatto così, ricordano i collaboratori: era capace di cambiare in un secondo come un violento temporale di montagna.
Ebbene, iniziamo il giro a piedi e mi trovai a suo fianco e cominciai a parlargli di Firenze, la sua storia e della vegetazione della piana di Bagno a Ripoli. Rocco si appassionò al mio racconto extra calcio e continuammo a camminare fianco a fianco per diversi minuti. Ad un certo punto mi caddero i fogli che ci avevano consegnato all'ingresso. Io non feci in tempo a chinarmi che lui, potente miliardario americano e presidente della Fiorentina, era già scattato in ginocchio a raccogliermi il tutto. Ecco quel gesto mi ha fatto capire molto di lui: nonostante fosse uno degli uomini più ricchi del mondo era rimasto umile e pronto a raccogliere dei fogli caduti per terra al sottoscritto. Un gesto che credo possa essere ritrovato in pochi uomini della sua ricchezza e posizione.
Voglio ricordarlo così, uomo potente ma umile, umorale ma fondamentalmente buono. RIP Rocco.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.violanews.com/assets/uploads/202506/bfff1b56a256109496e5212883d6eea0.jpg)