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“Beltran? Anche Lautaro… “. Così l’argentino ha perso fiducia

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I paragoni con Lautaro, la fiducia cieca del tifo viola e gli alibi ormai finiti. Così Lucas Beltran ha perso la fiducia
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

"Beltran? Sì, ma anche Lautaro Martínez ha sofferto il primo anno in Italia". Questa era la principale giustificazione usata per spiegare gli alti e bassi di Lucas Beltrán lo scorso anno. Una frase che, però, lascia il tempo che trova e sembra più un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto che altro. L'argentino è arrivato a Firenze tra le speranze dei tifosi viola, dopo anni difficili per quanto riguarda il ruolo di centravanti. Adesso, però, l'exploit di Moise Kean e le prestazioni non esaltanti hanno relegato l'argentino in fondo alle gerarchie di Raffaele Palladino.

Lautaro il primo anno ha davvero fatto fatica? Dipende. 35 presenze, 9 gol e 2 assist nel suo primo anno a Milano. Ma le differenze con Beltrán sono molte. Lautaro doveva giocarsi il posto con Icardi, che non è certo Nzola. Inoltre, l'impatto che l'argentino aveva sulle partite dei nerazzurri è stato nettamente maggiore rispetto a quello di Lucas Beltrán a Firenze. L'ex River Plate è stato importante per il rigore a Brugge, ma poco altro. Quindi sì, Lautaro ha faticato il primo anno in Italia. Ma allora Beltrán si è proprio impantanato nelle difficoltà riscontrate prima con la Fiorentina di Italiano e poi con quella di Palladino. E per lui vale lo stesso discorso di Parisi. Italiano è stato spesso criticato perché "non giocava mai a due". Ma se anche uno come Palladino vede Beltrán come una riserva, anche se non può ammetterlo apertamente, qualcosa vorrà pur significare.


Insomma, Lucas Beltrán non ha più alibi. A un anno dal suo arrivo, non ci sono più giustificazioni. Non regge più la "scusa" del modulo o della posizione in campo. Anche un trequartista schierato come punta, o viceversa, è in grado di fare male al TNS. Eppure Beltrán è stato anche fortunato, in un certo senso. Firenze, di solito, non ha pietà, ma con lui è stata paziente per un anno intero. Spesso Nzola e Beltrán, pur giocando nello stesso modo, sono stati trattati in maniera completamente diversa. Inutile ricordare chi è stato fischiato e chi no. Gennaio si avvicina, e una sua cessione sarebbe una sconfitta anche per la dirigenza viola, che sull'argentino ha puntato davvero tanto. Lecce potrebbe essere la sua occasione, in caso di forfait di Kean. Nonostante ciò, Beltrán non è la prima scelta per sostituirlo, e questo dice già tutto.

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