Se non si sapesse che ha apposto la sua firma sul contratto solamente una settimana fa, verrebbe da pensare che Vincenzo Italiano a Bologna ci sia da un paio d’anni, non da sette giorni. La corsa e la tecnica di Orsolini, il dinamismo di Ndoye, la velocità di Karlsson: alla sua presentazione ufficiale il neotecnico dei felsinei sembra avere le idee molto chiare su quello che sarà il suo Bologna. Una squadra spregiudicata, propensa all’aggressione della palla e che vuole imporre il proprio ritmo indipendentemente dall’avversario che si trova di fronte: quel che si è visto a Firenze nelle ultime tre stagioni.


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Italiano e il Bologna: una sfida da Champions. Ma Firenze gli mancherà
Ora la Champions
—E di Firenze si è parlato tanto anche nella pancia del Dall’Ara. “Sono cambiato tanto, non so se in meglio o in peggio. Ma nella mia avventura a Firenze sono cambiato sotto tutti i punti di vista”. Siamo d’accordo: oggi Italiano è un tecnico da Champions League, competizione che affronterà per la primissima volta e l’emozione sul suo volto è sempre stata percepibile durante la conferenza stampa. Certo, la missione non sarà facile perché, se è vero che la piazza rossoblù non gli chiederà certo di vincere la coppa dalle grandi orecchie, è altrettanto vero che non sarà semplice proseguire nel solco tracciato da Thiago Motta. Vincenzo Italiano, però, è uno che ama le sfide difficili, lo era riportare una squadra che si salvava nelle ultime giornate a giocare nei palcoscenici europei, lo è stata fare un percorso straordinario che ha portato la Fiorentina a giocarsi tre finali in due anni. Un percorso che lo stesso Italiano ha voluto rivendicare anche questa mattina ben conscio che, evidentemente, più di qualcuno non gli abbia riconosciuto i giusti meriti.
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—Eppure, nonostante tutto, Firenze mancherà eccome a Vincenzo Italiano. Lo si capisce da come parla dei suoi tre anni in riva all’Arno, dei ragazzi che ha cresciuto e lasciato a Firenze e del rapporto viscerale che ha vissuto con la gente. Oggi il destino lo ha portato al Bologna, e se lo conosciamo un po’ siamo sicuri che non penserà ad altro che ai colori rossoblù. Ma siamo certi che un pezzettino di viola, in fondo al cuore, lo porterà sempre con sé.
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