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Paratici sceglierà il “suo” allenatore fra Tedesco, Grosso, De Zerbi e Farioli

Paratici sceglierà il “suo” allenatore fra Tedesco, Grosso, De Zerbi e Farioli - immagine 1
Vanoli, lo sappiamo, è stata una scelta emergenziale, non fatta da Paratici, e anche per questo debole. Infatti la domanda vera non è se Vanoli resta, ma quale allenatore verrà a Firenze
Enzo Bucchioni Editorialista 

Chi sarà l’allenatore della Fiorentina per la prossima stagione? Vanoli va confermato? Il dibattito è aperto dentro e fuori il Viola Park, ovviamente alimentato dalla pausa per la Nazionale. Visto che siamo in tema referendum e dintorni, i siti hanno dato pure vita a interessanti sondaggi sui social e il Popolo Viola si è espresso con una maggioranza abbastanza netta per l’addio a Vanoli a fine stagione. Credo anch’io che andrà a finire così, che Vanoli finirà per non essere confermato, ha pure il contratto in scadenza, è nelle cose del calcio e della vita. Ci sono considerazioni e situazioni che vanno oltre quello che di buono o di meno buono ha fatto o sta facendo questo allenatore, e più avanti ne parleremo.

Molto semplicemente e banalmente, tre mesi fa è stato ingaggiato Fabio Paratici come direttore dell’area tecnica con pieni poteri e un lunghissimo contratto di quattro anni e mezzo, dovrà rifondare e come da ogni rifondazione arriveranno idee e uomini nuovi, sarà cambiato tutto il modo di lavorare. Paratici al Viola Park sta facendo proprio questo. Così, inevitabilmente, sceglierà anche un suo allenatore, uno che condivida la sua idea di calcio e con il quale possa fare dei programmi a medio-lungo termine, sulla stessa lunghezza d’onda. In una società che vuole funzionare direttore e allenatore dovranno costruire assieme la nuova Fiorentina ripartendo da zero. Soprattutto dopo una stagione drammatica come questa.


Vanoli, lo sappiamo, è stata una scelta emergenziale, non fatta da Paratici, e anche per questo debole. E’ stata messa una pezza, ma di tutto questo il primo ad essere conscio è stato proprio Vanoli che ha accettato pochi mesi di contratto per una grande sfida, anche per rilanciarsi, e lo sta facendo. Questa esperienza lo arricchirà, sarà più facile per lui trovare estimatori. Paratici invece deve cambiare, è quasi una regola non scritta. E cambierà. Infatti la domanda vera non è se Vanoli resta, ma quale allenatore verrà a Firenze.

Paratici è una sfinge e lo sappiamo, ma il tipo di calcio che preferisce e qualche sua idea forse l’abbiamo capita, visto che alla Juve ha portato Sarri e poi ha messo Pirlo tanto per dirne due. Poi ha lavorato in Premier dove la mentalità è primo vincere e non primo non perdere. C’è da aspettarsi un allenatore moderno, capace di fare un calcio organizzato, veloce, aggressivo, dinamico. Sicuramente il Direttore dell’area tecnica viola si sarà già mosso, i rumors girano, la sua rete ha cominciato a tirarla, i suoi colloqui li avrà già fatti, sarebbe strano il contrario. Le stagioni si programmano ora, con calma. Le cose fatte di corsa non sempre riescono bene. E poi non deve essere neppure facile convincere che la Fiorentina ha davvero voglia di rilancio dopo una stagione disastrosa e la scomparsa di Rocco Commisso con la società in mano al giovane Joseph lontano da Firenze. Ci vorrà tempo.

Però mi dicono che le idee sono chiare e allora non mi meraviglierei se Paratici avesse già sentito uno come Domenico Tedesco, 41 anni, tedesco di origini calabresi, con il Lipsia ha vinto la coppa di Germania, ha fatto il Ct del Belgio e ora è al Fenerbahce. Dalla Turchia hanno parlato di un forte interessamento e lo vedremo. Il profilo torna, fa un buon gioco e valorizza i giovani. Mi tengo buono anche Fabio Grosso, l’allenatore del Sassuolo, eroe del mondiale 2006. Stagione ottima in Emilia, dopo tre promozioni dalla serie B alla serie A. Soprattutto Grosso è stato con Paratici diversi anni alla Primavera della Juventus e lo conosce molto bene.

Un altro del quale si parla e non da oggi è Francesco Farioli, montecatinese di 36 anni, che sta facendo cose fantastiche al Porto dopo l’esperienza all’Ajax. Ma forse questo obiettivo è più difficile, Farioli vuole restare in Portogallo. Poi c’è De Zerbi. Ultimo, ma non ultimo. Fino a due giorni fa nessuno della Fiorentina lo aveva contattato, ma piace e resta un profilo alto. Lo cercano società importantissime, non sarà facile, ma la Fiorentina teniamola calda. Firenze lo ha sempre intrigato, ci sarebbe venuto volentieri anche prima dello Shakthar. Questi i primi nomi che Radiomercato ha messo in giro, magari poi Paratici stupirà tutti con una sorpresa, però dalla scelta dell’allenatore si capiranno tante cose dei programmi futuri e degli obiettivi viola.

Tornando a Vanoli, come scritto, il primo a sapere come finirà è proprio lui. E’ stato preso per salvare la Fiorentina, non era facile, ci sta riuscendo, se centrerà l’obiettivo dovremmo tutti ringraziare sentitamente. Ci ha messo l’anima e il cuore, sta trovando un gioco, ma anche prima della gara con l’Inter abbiamo visto spettacoli non esaltanti in Conference, di recente in campionato con Parma in casa e con l’Udinese dopo lo scempio Jagellonia, quando sembrava avesse perso il controllo della situazione e proprio qui mi chiedevo che se le cose fossero state davvero come si sono viste in campo, non fosse il caso di pensare a un esonero. Poi la squadra s’è ripresa, ma il bilancio è appena positivo, non esaltante. Come detto, però, il cambio in panchina diventa quasi una mossa obbligata per andare verso un nuovo calcio, una nuova stagione e (speriamo) ambizioni vere.