La Fiorentina ha confermato quello che s’era ormai capito: Paraticiarriverà soltanto all’inizio di febbraio, quando avrà finito il mercato anche per il Tottenham. Mi sono già ampiamente espresso e confermo quello che ho scritto da subito: serve pragmatismo. Non mi scandalizzo se un dirigente lavora per due società, l’importante è che lo faccia bene. E soprattutto faccia il bene della Fiorentina. Abbiamo già visto come da metà dicembre ad oggi, da quando Paratici sta operando per la Viola, quante cose siano cambiate dentro e fuori dal campo e questo deve bastare. Ora c’è un uomo di calcio, un dirigente importante che lavora, ha già toccato i tasti giusti con l’allenatore e lo spogliatoio, la squadra è ripartita, ha già portato a casa due giocatori interessanti. E altri ne arriveranno. Punto. E’ solo questo che conta.

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Del resto vi ho già raccontato che anni addietro c’erano dirigenti che lavoravano per tre o quattro squadre contemporaneamente. Ovviamente sottobanco, come sta facendo Paratici. Le regole del calcio sono spesso “trippa di gatto”, tante cose sono “border line”. Lo so che non va bene, ma l’urgenza di avere un dirigente importante per salvare la Fiorentina ora passa sopra a tutto. Caso mai ci sarebbe da chiedersi come mai la società Viola combini sempre dei pasticci e sia sempre alle prese con questo tipo di situazioni confuse, poco lineari, ma la risposta è semplice e consolidata negli anni: faticano a fare calcio e a programmare. Si naviga a vista. A questo proposito sono meravigliato, molto meravigliato, che la Fiorentina abbia annunciato Paratici con la qualifica di Direttore sportivo.
Solo? Non doveva essere il Direttore generale dell’area tecnica, in pratica responsabile unico e autonomo di tutto quello che significa fare calcio? Avevamo capito male? Spero ancora che lo sia nei fatti, al di là delle nomine, perchè se uno come Paratici, con la sua storia, che è stato (fra l’altro) anche amministratore delegato della Juventus, accetta di non avere un rapporto diretto con Commisso e di dipendere da un dirigente come Ferrari, prestato al calcio, c’è qualcosa che non torna. E preoccupa. I responsabili societari di questo scempio calcistico che ha ridotto la Fiorentina sul baratro sono due e lo sappiamo molto bene.
Pradè se n’è andato, ha avuto il buon gusto di dimettersi. L’altro, Ferrari, è ancora al suo posto. E questo può diventare un problema per il futuro. Quando la Fiorentina sarà salva (tocco ferro) e spero lo sia prima possibile, i dirigenti che hanno portato la Viola sull’orlo della serie B, non penseranno mica di riacquistare una verginità o di poter raccontare “siamo stati bravi a salvarci”.
La Fiorentina, Firenze, ha diritto a un futuro diverso e migliore, sono troppi gli anni di calcio fatto male. L’arrivo di Paratici deve essere solo un nuovo inizio per provare a mettere figure professionalmente riconosciute e riconoscibili in ogni ruolo societario. Sarebbe inaccettabile una ripartenza con gli stessi uomini al timone, chi ha sbagliato deve pagare le conseguenze, è anche una questione di immagine e rapporti con i tifosi. E se Rocco non ha intenzione di farlo, se vuole continuare con queste figure, spero solo che Paratici sia la testa di ponte di qualcosa di nuovo. L’auspicio è che Commisso si decida a vendere la Fiorentina, ovviamente.
Rimanendo al presente, sento parlare, leggo, di un possibile grande girone di ritorno per puntare alle coppe o amenità del genere. Forse non s’è ancora capito che mancano 22-24 alla salvezza e le altre in lotta per non retrocedere non mollano di un millimetro anche se sono più scarse. Basta vedere il pari del Parma a Napoli di ieri o il Lecce che ha messo in difficoltà l’Inter fino all’ultimo. Poi ci sarà la Conference che le altre non hanno, un bel dispendio. E la Coppa Italia. La Fiorentina deve continuare su questa strada di crescita, lottando punto a punto, partita per partita. Magari con l’aiuto di soluzioni che stanno arrivando dal mercato. Solomon presto sarà pronto per partire dall’inizio, l’utilissimo Brescianini forse giocherà già domenica a Bologna.
C’è uno stop invece per l’inglese Harrison, l’altro esterno già in mano alla Fiorentina. La trattativa che sembrava chiusa s’è complicata sul tipo di prestito concesso dal Leeds. La Fiorentina vorrebbe il diritto di riscatto sulla base di una quindicina di milioni, mentre la società anglosassone punta all’obbligo di riscatto a diciassette. Si sta lavorando a un obbligo condizionato da diversi parametri, ma fino a ieri sera non c’era una quadra. Magari si troverà oggi. Comunque il mercato è attivissimo, è uscito anche Viti per lo Samp, sta partendo Kouamè, la rosa sarà profondamente sfoltita.
In entrata l’altro esterno dovrebbe essere Harrison, come detto. Numerosi sono i giocatori accostati ogni giorno, sono semplicemente proposti dai procuratori, come Mangala uscito ieri. Raffreddato Baldanzi che sta virando verso il Genoa, la Fiorentina cerca sicuramente un altro centrocampista e un difensore che servirebbe prima possibile visto che in rosa ora sono soltanto tre, Ranieri compreso. Aspettiamo fiduciosi…
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