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Racconto di normali dinamiche di calcio che si verificano in tutte le società e che in Fiorentina erano completamente saltate già l’anno scorso con la guerra fra Palladino e Pradè, e sappiamo come è andata a finire. Finalmente si cambia pagina, soltanto il tempo ci dirà se è stata la scelta giusta, se Paratici è arrivato in tempo o meno per salvare la Fiorentina. I margini ci sono tutti, come detto più volte. Nonostante i difetti e i problemi questa squadra ha un valore tecnico superiore a chi deve salvarsi, l’importante è trovare un filo conduttore, capire cosa fare e come comportarsi in queste situazioni. La sensazione è che non si sia ancora capito fino in fondo, Paratici dovrà aiutare anche a cambiare mentalità.
Dico tutto questo dando per scontato che Paratici arrivi con pieni poteri e che abbia la possibilità di parlare direttamente con la proprietà, con Giuseppe Commisso, e non sia costretto anche lui a rimanere in quel limbo di ex dirigenti e allenatori che per parlare con il presidente dovevano passare attraverso un direttore generale che di calcio sa poco o nulla. Basta filtri. Non credo che uno come Paratici possa avere accettato un ruolo subalterno, ma nel calcio tutto ci sta. Lo capiremo oggi e soprattutto lo accerteremo quando sarà il momento del fare. E se Paratici fosse invece un testa di ponte di un qualcuno pronto a rilevare la Fiorentina appena ci saranno le condizioni giuste, come ipotizzato a suo tempo? Lo verificheremo. I segnali, per ora, non ci sono.
Paratici credo sappia benissimo che il lavoro da fare è tantissimo, salvarsi non sarà facile, ma almeno adesso c’è qualcuno in grado di dare la rotta. Anche per evitare figure come quella della cessione di Kouamè o dell’acquisto di Nedeljkovic saltate sul filo di lana. La Fiorentina dice di avere ragione, dà la colpa al Verona, ma per vendere Kouamè o per comprare Nedljkovic si doveva aspettare l’ultimo minuto utile dopo un mese di mercato?
Passando al campo e pensando alla sfida col Toro di sabato, ovviamente c’è un risultato solo. Rugani si allena a parte, vedremo se riuscirà a giocare. Mi aspetto comunque una squadra tosta, capace di lottare, ma dal primo minuto. E Kean in campo subito. Radiomercato raccontava ieri di un interessamento del Milan, ma ci sarà tempo per parlarne. S’era capito che Kean era rimasto a Firenze per giocare in vista dei mondiali. C’è comunque la nuova clausola dal primo al quindici luglio, ma questa volta di 62 milioni. A naso sono tantini.
Ritorno su Gosens. La Fiorentina lo avrebbe ceduto volentieri e s’è ampiamente capito anche questo, sta facendo fatica. Si spiega così l’interesse per Zappa e il terzino destro serbo appena menzionato. L’idea era quella di riportare Parisi e Fortini a sinistra dove rendono meglio. Il tedesco invece al Nottingham Forest non c’è voluto andare, resta il suo ingaggio alto e la speranza che ritrovi un po’ di gamba.
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