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Offerta per Shpendi, Berardi la grande tentazione. I piani viola per il mercato

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Il mercato di gennaio va maneggiato con cura. In queste situazioni il consiglio più classico è uno e uno solo, sempre il solito: intervenire meno possibile e con grande intelligenza
Enzo Bucchioni Editorialista 

La Fiorentina avrebbe offerto dieci milioni al Cesena per Cristian Shpendi, attaccante albanese di ventuno anni. Radiomercato trasmette sempre, la notizia rimbalza dalla Romagna, la cifra è importante, vedremo come andrà a finire, ma il segnale è forte: la Fiorentina ha le idee chiare e vuole rinforzarsi. Rocco Commisso non si tira indietro, ha detto e ripetuto che lui è disponibile a investire se ci sono interventi da fare per alzare il livello della squadra e dare più soluzioni all’allenatore, a maggior ragione i manager si stanno muovendo in entrata, ma anche in uscita. In estate hanno costruito una bella Fiorentina e i risultati lo confermano, ma tutto è migliorabile e soprattutto c’è una evidente lacuna in attacco della quale parliamo da sempre: manca un attaccante con le caratteristiche di Kean.

Cristian Shpendi, gemello di Stiven dell’Empoli ora in prestito alla Carrarese, piace e non da oggi. Non è una copia di Kean, ma per sintetizzare ha caratteristiche che lo possono avvicinare a Pippo Inzaghi. E’ un attaccante rapido, scattante, capace di aggredire gli spazi, di offrire soluzioni, sicuramente adatto al calcio verticale di Palladino. Transfermarkt lo valuta quattro milioni, ma sta crescendo molto, l’anno scorso è stato uno degli artefici della promozione del Cesena e quest’anno in serie B ha già segnato otto gol dimostrando di essere pronto e di poter crescere ancora. Shpendi è della scuderia di Ramadani con il quale Pradè ha fatto diversi affari e questo potrebbe agevolare la trattativa. Di sicuro Shpendi è un profilo che si adatta alla filosofia viola, un investimento su un giovane che può crescere. Ma per gennaio, subito, o per giugno, in prospettiva? Questo è l’interrogativo più importante che ruota attorno a questa operazione. Il Cesena non vorrebbe privarsi del giocatore a campionato in corso, ma da qui all’apertura del mercato ci sono più di quaranta giorni e può succedere di tutto. Ovviamente.


Altri nomi, nel ruolo, sono stato accostati alla Fiorentina. Molti a casaccio, come al solito. Mi spiegate, ad esempio, come può essere Simeone un obiettivo? Vuole giocare da titolare, ha ingaggio alto, in genere chiede spazio e già qui siamo fuori parametri. Il mercato di gennaio va maneggiato con cura. Una volta lo chiamavano mercato di riparazione perché serviva a quelli che dovevano rimediare a errori fatti in estate per sistemare squadre costruite male. Non è il caso, ovviamente, della Fiorentina. La Viola ha trovato un grande equilibrio, ha una squadra che funziona e uno spogliatoio coeso e in queste situazioni il consiglio più classico è uno e uno solo, sempre il solito: intervenire meno possibile e con grande intelligenza.

Ci vuole super attenzione ai giocatori che si immettono in uno spogliatoio che funziona, non è facile né scontato che i nuovi siano sempre un valore aggiunto solo perché nuovi e la Fiorentina ne sa qualcosa. Oltre al fattore tecnico vanno monitorati il carattere e alla storia dei giocatori che si cercano. Il vice Kean deve essere consapevole del suo ruolo. Il centroavanti viola è tornato ad essere determinante perché sa di essere centrale nei piani della società e dell’allenatore, ha ritrovato serenità e quindi tutte le sue qualità sono esplose. Questo la Fiorentina lo sa benissimo e in questa ottica si muoverà. Djuric è un altro nome che circola, ha 34 anni, conosce Palladino, la Fiorentina sarebbe per lui un upgrade, ma il Monza in zona retrocessione potrebbe non cedere giocatori ritenuti importanti.

Circola anche un nome ormai storico: Domenico Berardi. E’ tornato in campo, sembra aver recuperato dall’infortunio, in serie B è fuori posto e lui stesso ha confessato di voler capire il suo futuro. In sostanza se dovesse recuperare un livello alto e per ora non ci sono controindicazioni, gli piacerebbe tornare in serie A già da gennaio. Dove? La Fiorentina è alla finestra, ma ci sarebbero anche il Milan e l’Inter. Non solo loro. Negli ultimi dieci anni Berardi è il giocatore italiano che più ha inciso in termini di gol e assist. E’ vero, ha trent’anni, la Fiorentina ha delle regole precise, investe malvolentieri cifre alte per giocatori non più giovanissimi, ma questa è un’operazione da meditare bene. Se, come ci auguriamo, la Viola a fine girone d’andata, anche a gennaio inoltrato, dovesse essere ancora in corsa per obiettivi importantissimi come la Champions, magari la spesa per Berardi potrebbe avere un senso pratico. I soldi investiti sarebbe più facili recuperarli centrando la coppa che conta, magari sperando nel ranking e in cinque italiane anche l’anno prossimo. Riflessioni e discorsi aperti.

In teoria potrebbe servire anche un centrocampista, per problemi numerici non a caso Palladino sta provando nel ruolo Quarta (un inedito) ma anche Colpani che centrocampista è nato e sull’esterno è stato riadattato proprio da lui nel Monza. In difesa, invece, c’è abbondanza. A gennaio, ricordiamolo, arriverà dal Boca a parametro zero Nicolas Valentini, 23 anni. E’ vero che è fuori rosa da mesi, si sta allenando ma gli mancano il ritmo partita e le conoscenze del nostro campionato, però va a unirsi a Moreno che gioca poco e Pongracic che sta tornando. L’esplosione di Comuzzo fa felici tutti, i difensori saranno sei per due posti. Qualcuno andrà in prestito?

Come dicevo, comunque sarà mercato con i piedi di piombo, ma di grande attenzione. C’è da capire se Terracciano e Biraghi si accontentano della Conference o vogliono di più. Magari può capitare un’occasione anche per Ikonè sempre nel limbo e a quel punto un altro esterno servirebbe davvero. La Fiorentina è vigile, il comparto tecnico è al lavoro e Rocco ha deciso di investire: una situazione ottimale.

E c’è solo da ridere quando sento qualcuno chiedersi dove giocherà Gudmundsson quando tornerà e speriamo prima possibile. Intanto la rosa con tante soluzioni tecniche e tattiche sia benvenuta, le grandi squadre sono costruite così. Con un allenatore duttile come Palladino non vi piacerebbe un 4-3-2-1 con Bove, Cataldi e Adli a centrocampo, Gud e Beltran dietro a Kean. Oppure il 4-2-3-1 con Colpani, Beltran e Gud dietro a Kean? Tanta roba. E c’è pure Sottil. Ha caratteristiche diverse, comunque il suo spazio se l’è ritagliato e se crescerà ancora sarà una soluzione alternativa dall’inizio in certe gare o a partita in corso.

Tutte cose che raccontano di una squadra che non è nelle zone alte della classifica per caso ma per valori tecnici, una squadra che Rocco Commisso vuol fare ancora crescere. Il sogno continua e va alimentato.

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