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L’Inter e poi il Viareggio: squarci di luce e speranza pensando al futuro

L’Inter e poi il Viareggio: squarci di luce e speranza pensando al futuro - immagine 1
Stanno arrivando tanti segnali di ripresa: sarà la volta buona senza ricadute?
Matteo Magrini

Il timore è sempre lo stesso: lasciarsi definitivamente andare all'ottimismo per poi prendere la solita, purtroppo immancabile, musata. Gli indizi però, e l'ultimo è stato di particolare peso e valore, iniziano ad esser diversi. Perché diciamocelo. La Fiorentina vista, mi verrebbe quasi da dire ammirata, domenica sera con l'Inter è una squadra che (appunto) offre tutte le garanzie necessarie per ritenerla definitivamente guarita. Certo, resta il punto interrogativo su quell'approccio terrificante che avrebbe potuto compromettere qualsiasi tentativo di giocarsela, ma nel complesso si è trattato della miglior prova, insieme a quella di Bologna, dall'inizio della stagione. Si son visti coraggio, solidità, organizzazione, orgoglio, carattere, spunti, qualità nel palleggio, idee. In una parola: calcio. Una boccata d'ossigeno, dopo mesi e mesi passati a respirare aria malata.

Se siamo questi...

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L'importante adesso, e al contrario di quanto già successo altre volte, è cercare di evitare pericolose ricadute. Ciò non significa non perdere più (impossibile) ma cercare di non perdere più di vista la (dura) realtà e non mancare più, vedi Udine, sul piano dell'atteggiamento. E basta dare un occhio alla classifica e al calendario per capire come mai è obbligatorio tenere sempre e comunque altissimo il livello dell'attenzione. Del resto, con una prima parte di campionato come quella che aveva spinto i viola nei fondacci più bui e profondi, non ci voleva molto a immaginare una risalta lunga e complicata. La Fiorentina insomma sta pagando adesso il conto (salatissimo) degli errori fatti e probabilmente lo potrà saldare soltanto all'ultimo. Una cosa, è sicura: se i viola son quelli di domenica scorsa la salvezza arriverà e chissà... magari si potrà davvero tentare il colpaccio in Conference. 

Ci vuole coraggio coi giovani

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Nel frattempo, e per fortuna non è la prima volta che ne parliamo, è giusto godersi e apprezzare quanto sta producendo il settore giovanile. La vittoria nel Torneo di Viareggio infatti è soltanto l'ultima, e di certo non la più importante, delle grandi soddisfazioni che la Fiorentina sta avendo dal proprio vivaio. Quel che più conta è costruire giocatori e farne sempre più l'ossatura della prima squadra. Ecco. Semmai, ma il discorso vale in generale per il calcio italiano non solo e non tanto per i viola, sarebbe bello prendere il coraggio a due mani e farla finita con prudenza e discorsi. C'è un ragazzino che sta bruciando le tappe e che sta stupendo tutti? Lo si prende (non ora, magari, ma dall'estate), si “butta” tra i grandi e lo si inserisce con continuità nelle rotazioni. Il riferimento è ovviamente a Federico Croci, e comunque a tutti quelli come lui. Altrimenti saremo sempre qua, ciclicamente, a chiedersi come mai le nostra nazionali sono iper competitive fino all'Under 20 per poi diventare “squadrette” quando c'è da fare il salto.

La risposta, sta nel Bayern, nel Barcellona, nell'Arsenal o nel Borussia Dortmund: club zeppi di campioni che però non hanno nessun problema a trovar spazio a ragazzini di 16, 17 o 18 anni. Pensate che bello sarebbe se la Fiorentina, dando continuità e definitiva compiutezza al grande lavoro già fatto fin qua, diventasse da questo punto di vista il primo, vero, club “europeo” in Italia. Si tratta di un sogno e i sogni, si sa, son desideri. “Basta” crederci, inseguirli con ferocia e determinazione, e molto più spesso di quanto non si creda alla fine si avverano. Salviamoci insomma, e poi iniziamo a costruire un presente e un futuro migliore.