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La Fiorentina e una difesa… di carta velina
Nonostante i fin troppo indulgenti commenti di Massimo Marianella (Sky Sport) la Fiorentina sul campo del Cristal Palace ha confermato quanto ha fatto vedere in tutta la stagione. Dovendo utilizzare la classificazione dei giornalisti che fu di Giovanni Arpino (Azzurro tenebre) Marianella è un vero principe delle “belle gioie”, pare quasi un tifoso.
La Fiorentina di quest’anno non si è mai smentita. Sta uscendo dalla zona retrocessione grazie a qualche impresa dei singoli soprattutto, però, perché le altre “condomini” stanno molto peggio. Le imprese dei singoli Fagioli e Kean stanno facendo la differenza. Sarebbe stato utopico pensare che così all’improvviso una squadra tanto scombinata trovasse una dimensione di eccellenza, pur in una coppa che rappresenta la terza categoria continentale.
La Fiorentina, anche al Selhurst Park, è stata la stessa. Difesa fallace, senza personalità, incapace di proporre gioco offensivo. Senza Kean è pervasa da una sterilità disarmante. Né Fagioli, né Gudmundsson né il povero Piccoli possono supplire con continuità. Poi c’è Vanoli. Il tecnico viola, prima della partita si era detto preoccupato del fatto che il tecnico inglese avesse preferito Guessand al posto di Jeremy Pino. Temeva che Dodò potesse finire in difficoltà. E aveva ragione. Il francese della Costa d’Avorio ha “massacrato” il brasiliano costringendolo ad un lavoro di difesa che lui non conosce e che non gli piace. E allora perché Vanoli non ha cambiato? Ma sono discorsi inutili. Il modo di difendersi della Fiorentina è parso come una diga di carta velina. Nel campo delle congetture la Fiorentina vanta qualche occasione ma il Cristal Palace molto di più. Comunque resta la partita di ritorno. Come proclama l’epico Marianella ogni partita fa storia a sé. Vero, ma certo sarebbe stato meglio partire dallo 0-0.
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