Premessa: guai a volare troppo in là col pensiero. Perché questa stagione è stata ed è talmente folle (e complessa) che basta poco per ritrovarsi di nuovo nel baratro. Prendiamo la gara di sabato. Una sfida, quella del Bentegodi, capace di trasformarsi in uno di quei trappoloni nei quali troppo spesso la Fiorentina è finita con gambe e piedi. E chi di recente ha visto qualche partita del Verona sa bene a cosa mi riferisco. Una squadra sostanzialmente condannata alla retrocessione, e sarebbe ipocrita far finta che non sia così, ma non per questo rassegnata. Anzi. Meglio insomma avvicinarsi all'appuntamento con la massima attenzione altrimenti, appunto, ci sarà da farsi male. Per questo, dal suo ufficio, Fabio Paratici continua a far filtrare un messaggio che si sta trasformando in mantra: “Guai a pensare al futuro”.

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La Fiorentina di oggi, domani e il rischio di buttare via il bambino con l’acqua sporca
Una questione
—Giusto così. E la speranza è che sia chiaro anche e soprattutto alla squadra. Eppure, e del resto il diesse lo sa meglio di chiunque altro, questo è il momento in cui una società seria inizia a programmare il domani e chi segue e racconta le vicende viola (a maggior ragione durante una sosta) ha il dovere di provare a capire (anche) quello che sarà. Con la consapevolezza (e ne abbiamo già parlato) che molto dipenderà da come andrà a finire questa stagione e con un punto interrogativo: davvero, come più o meno tutti pensiamo ragionando d'istinto, la Fiorentina dovrà spazzar via tutto quello che ha avuto a che fare con questo disgraziato 2025/2026? Lo dico perché di pancia anche io sono e sarei tentato da fare tabula rasa completa ma il rischio, in questi casi, è di fare valutazioni (sbagliate) e gettar via il bimbo con l'acqua sporca.
A chi la seconda chance?
—Faccio qualche esempio: Nicolussi Caviglia è quello che (non) abbiamo visto a Firenze? Piccoli non può stare all'interno di una Fiorentina competitiva? E Fabbian? Ma soprattutto: possibile che ragazzi come Fazzini e Fortini siano questi e non quelli che avevano attratto l'attenzione di club come Lazio, Napoli (per il primo) o, per il secondo, Roma e Juventus? Rispondere è sicuramente difficile, e per fortuna Paratici è uno che vede il calcio (e il talento) come pochi e siamo sicuri che in testa sa già chi e come merita un'altra occasione. Personalmente, pur pretendendo da tutti questi un salto di qualità, sarei curioso di (ri)vederli. E sia chiaro: ciò non significa che me li immagino come titolarissimi della squadra 2026/2027 ma vederli andar via, arrendendosi dopo una sola stagione, mi dispiacerebbe un bel po'.
I big e Vanoli
—Semmai, ma capisco che possa apparire una valutazione folle, sarei più “tranchant” con qualche “big”. Penso a Dodò, per fare un nome, allo stesso Kean, o a giocatori (Mandragora, Pongracic...) dei quali si sa già quali siano pregi e limiti. Per esser chiaro: se si vuol costruire una Fiorentina capace di riaccendere ambizioni ed entusiasmo vanno cambiati gran parte dei titolari, non i giovani. Pazzia? Forse. L'importante, si torna sempre lì, è che la società abbia idee chiare, convinzioni forti e tanto, tanto coraggio. Un discorso questo, valido anche e soprattutto per Vanoli. Se si crede in lui, giusto confermarlo. Altrimenti, ci fosse anche un minimo dubbio, molto meglio cambiare. Anche se (come tutti ci auguriamo) alla salvezza unisse la vittoria della Conference.
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