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Sbagliato vendere Kayode. Così a cosa serve il Viola Park?

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Il pensiero del super tifoso della Fiorentina Leonardo Vonci
Leonardo Vonci

È stata la manovra di mercato che mi ha deluso di più negli ultimi anni. Nei sogni di tanti tifosi viola, la difesa del terzo scudetto poteva essere composta da Martinelli, Kayode, Comuzzo: tre giocatori su cinque della retroguardia cresciuta in casa. Un’impresa simile a quella riuscita al grandissimo Paolo Mantovani con la sua Sampdoria, che, innestando ogni anno due o tre campioni, riuscì a vincere quello splendido scudetto blucerchiato.

A Firenze è stato sbandierato il Viola Park come il più grande successo degli ultimi anni, il laboratorio dei nuovi campioni viola, il luogo di calcio dove ogni giocatore vorrebbe trascorrere le sue giornate lavorative. E poi? Si vende il miglior ventenne dello scorso campionato alla prima occasione. NON CI SIAMO ASSOLUTAMENTE!


Michael Kayode è un ragazzo dallo strapotere fisico, una persona matura, consapevole della grande fortuna che Dio gli ha donato. Terzino nel giro delle nazionali giovanili, dove è molto apprezzato, Kayode è un talento che va coccolato e aiutato a lavorare sulle sue lacune. Deve migliorare la tecnica, è vero, ma quella dote nella rimessa laterale sarà sicuramente molto apprezzata in Premier League. È un diamante grezzo da rifinire, ma mai da vendere!

Questa stagione è stato accantonato troppo, soprattutto considerando il valore che aveva dimostrato nella scorsa, quando aveva sostituito alla grande il sorridente Dodò. Ha giocato partite con sfrontatezza contro qualsiasi avversario, ottenendo ottimi risultati e guidato dalla panchina da quel "martello pneumatico" di Vincenzo Italiano. Auguro ogni fortuna al ragazzo, che sbocci come merita, venga apprezzato in Premier League e conquisti la nazionale maggiore convocato da Spalletti.

PER I TIFOSI DEL PRESIDENTE E DEL BILANCIO

Sarà un momento di esaltazione massima: una plusvalenza fantascientifica porterà denaro fresco nelle casse e la soddisfazione di aver venduto un panchinaro a quella cifra. E poi, cosa importa se Dodò prende un'influenza e non c’è un sostituto? Cosa importa la progettualità del club? Cosa importa aver venduto un under 21 dal grande futuro?

Molti tifosi ragionano così. Fin dagli ultimi anni della gestione Della Valle, vedono la Fiorentina come fosse la loro famiglia, preoccupandosi delle bollette e delle spese presidenziali. Il calcio a Firenze è stato “frizzato”, come fossimo al Grande Fratello.

COSA SERVIREBBE PER SFRIZZARLO?

Caro Presidente, mi permetto di darle un consiglio. Guardi la Roma: era in una situazione disastrosa, stava scivolando in un burrone. Anche loro hanno una proprietà americana come la sua, hanno commesso diversi errori, ma hanno avuto la fortuna di avere in casa un gentiluomo come Claudio Ranieri. Romano, tifoso giallorosso dalla nascita, amato dalla piazza. Gli hanno affidato la squadra e il futuro gestionale del club, dandogli il potere di scegliere il meglio per la Roma. Erano in zona retrocessione e ora ce li ritroviamo con il fiato sul collo.

Se ama davvero la Fiorentina, telefoni a Maurizio Sarri di nascosto, lontano da occhi indiscreti. Invitiamolo a un caffè in un bar in cima a un monte e faccia una proposta alla “Ranieri”: offra a Sarri poteri decisionali, incluso quello di scegliere un direttore sportivo congeniale per costruire una grande Fiorentina. Lei, Maurizio e il nuovo DS: tre persone, come richiede l’organigramma di un club che fa calcio vero.

Aria fresca, nuove facce. E così, quando entrerà al Franchi, sarà acclamato da tutta la tifoseria, lei e la signora Catherina abbracciati con sentimento. Questa è l’unica strada che renderebbe felici tutti coloro che amano la Fiorentina. Ci pensi bene: sarebbe un presidente felice, con meno pensieri e meno soldi buttati al vento. E vedrà che giocatori come Kayode si vendono solo di fronte a offerte irrinunciabili, con già pronto un sostituto migliore di lui.

FORZA FIORENTINA!

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