VIOLA NEWS esclusive gli opinionisti Il “Parkour!” illogico, dannoso e recidivo della Fiorentina in Conference League

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Il “Parkour!” illogico, dannoso e recidivo della Fiorentina in Conference League

Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 
Una scena già vista con la stessa colonna sonora. In un momento come questo, però, era quanto di meno auspicabile ci fosse a parte l'eliminazione

La prima cosa che potrebbe venire in mente, pensando a questa qualificazione agli ottavi di finale di Conference League (RASSEGNA VN - CHE FIGURACCIA!), è quell'esclamazione diventata meme pronunciata da Steve Carell nella sua riuscitissima interpretazione di Michael Scott in The Office: "Parkour!", dice Scott dopo una capriola assolutamente inutile sul divanetto di attesa alla reception, mentre il quadro al muro e l'abat-jour accanto per poco non sono caduti. Questo carpiato goffo, rischioso e assolutamente non necessario l'ha fatto, di nuovo, la Fiorentina nella sua versione europea, qualcosa che in questa stagione assume rilevanza secondaria rispetto alla lotta salvezza, ma che in effetti conosciamo ormai da quasi quattro anni.

La squadra prima di Italiano, poi di Palladino e ora di Vanoli fa "Parkour!", ovvero si complica la vita in un modo quasi comico per quanto non ha senso da quando frequenta i palcoscenici di dubbia lega della terza coppa continentale. La prima volta è stata proprio ai playoff nel 2022/23: 4-0 in casa del Braga, poi sotto 2-0 al Franchi prima di rimontare e vincere 3-2. Due turni dopo, ecco i polacchi del Lech Poznan, battuti 4-1 a domicilio prima di incassare 3 reti a Firenze e riemergere nel finale con Sottil e Castrovilli. Prossimo allenatore: Palladino, il mago della rimonta dell'Atalanta sul Borussia Dortmund, che per poco non si fa ribaltare dal Celje di Riera. 2-1 da loro, 1-2 al Franchi, poi il gol che sistema tutto. E infine l'ultima con lo Jagiellonia.

Alla fine arriva sempre la sveglia,  il tasso tecnico della Fiorentina viene a galla quasi in ossequio al principio di Archimede, a fare ammenda per tutti i passaggi a vuoto ai quali i giocatori più disparati vanno incontro in situazioni di comodo, ora comodissimo vantaggio. Sembra che chiunque venga risucchiato in questo vortice che esula dalla logica: dal sempre incline Quarta a Venuti e Terzic fino a Kean e De Gea, passando per Comuzzo e Parisi. Risultato? La Fiorentina parte per risparmiarsi, si incarta su se stessa e finisce per dilapidare energie in maniera dannosa per la stagione arrivando al traguardo di rincorsa. Vanoli ha provato a fare dei calcoli, forte di una superiorità evidente, ma ha sbattuto sullo stesso problema dei suoi predecessori: la scarsa tenuta mentale. Questione che adesso è acuita da una classifica mai così delicata, almeno negli ultimi cinque anni.

Come ha scritto il nostro Enzo Bucchioni, c'è solo da augurarsi che questa lezione non abbia ripercussioni sul morale, dato che ne ha e ne avrà sull'infermeria con tre infortunati, di cui due rilevanti (Gosens e Solomon). Agli ottavi ci sarà una delle due squadre migliori della League Phase, Strasburgo o Rakow: la "buona" notizia è che difficilmente l'andata finirà con la Fiorentina in largo vantaggio, e poi si gioca prima al Franchi, quindi si dovrebbe essere al riparo da figuracce al ritorno. Certo, solo da questo tipo di figuracce. Perché con la Fiorentina non si può davvero sapere cosa aspettarsi.