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Fiorentina horror, ma il livello è questo. Basta illusioni: salvarsi in fretta, poi rifondare

Fiorentina horror, ma il livello è questo. Basta illusioni: salvarsi in fretta, poi rifondare - immagine 1
Il commento a caldo sfornato per Violanews dopo la batosta di Selhurst Park
Enzo Bucchioni Editorialista 

Un’altra notte da film horror, un’altra Fiorentina inguardabile butta via anche l’ultima speranza di poter dare un minimo senso a una stagione fallimentare. Fra una settimana, nella gara di ritorno servirebbe un miracolo, ma per una squadra come questa potrebbe anche non bastare. Niente, non c’è niente da fare: non illudiamoci più. La Viola, salvo rare eccezioni, è più o meno questa dall’inizio dell’anno, una squadra senza carattere, senza personalità, senza gioco: non resta che salvarsi prima possibile e poi rifondare tutto. Ma proprio tutto.

E sapete la cosa che da più fastidio? Perdere, prendere tre gol e rischiare di subirne altri, contro una squadra normalissima, scolastica come il Crystal Palace, che non giocava da tre settimane, con tanti difetti e una fase difensiva non brillante. Una squadra che per quello che s’è visto avrebbe dovuto e potuto essere alla portata della Fiorentina e invece gli inglesi hanno stradominato.

Avevamo puntato tanto su questa sfida, abbiamo pensato all’orgoglio, alla voglia di regalarsi un sogno, magari un’altra finale di Conference, abbiamo pensato a tante motivazioni dentro lo spogliatoio viola, compreso il centenario, e invece ci siamo sbagliati un’altra volta.

A Londra s’è vista più o meno la Fiorentina che sabato scorso era stata messa sotto dal Verona, quella che ha rischiato di retrocedere per tutto il campionato e soltanto adesso comincia a respirare un po’. Quello che è successo non è venuto per caso o per congiunzioni astrali sfavorevoli, ormai è evidente che nonostante i racconti edulcorati di radio Viola Park, lo spogliatoio esprime questi valori. E pure continuare a investire Paratici del ruolo di Messia, baciargli mani e piedi, prima ancora di avergli visto fare qualcosa di concreto, è l’ultimo degli errori che si stanno facendo. Pradè o Paratici per ora non è cambiato niente nell’atteggiamento di questi giocatori. Sono venuti dei punti in più in classifica, ma era fattuale con il valore tecnico che alla lunga qualcosa migliorasse. Anche per il lavoro di Vanoli, ma appena sufficiente.

Magari in futuro Paratici funzionerà, ma ieri sera a Londra la presenza del nuovo Ds non ha fatto l’effetto taumaturgico sperato. Dico questo perché enfatizzare e creare illusioni sono mali cronici che si pagano duramente. Ripeto: la Fiorentina purtroppo è questa e ne va preso atto.

Mi fanno sorridere quelli che continuano a dire che Vanoli va confermato, dopo cinque mesi di lavoro è deprimente vedere una squadra che non sa cosa fare. E non si possono più sopportare tanti di questi giocatori, dal fantasma Gudmundsson, all’ormai esausto Gosens, al modesto Piccoli, al normalissimo Harrison. Per non parlare di Fabbian. Vorrei sapere di chi è la genialata di preferire lui a Brescianini nella lista Uefa. E’ vero, mancavano dei giocatori importanti come Kean (dopo ne parlo), Solomon, Mandragora e Parisi, ma prima della gara Vanoli aveva giustamente detto che le assenze non possono essere un alibi. Dopo non è una giustificazione. Perdere tutte le palle che sono state perse, fare gli errori che sono stati fatti in tutte le fasi di gioco, subire il pressing senza sapere come uscirne, essere sempre in inferiorità numerica in mezzo al campo, non dipende dalle assenze, ma da una squadra assente. Tristemente assente. E da un allenatore che la partita non l’ha letta per tempo. Cosa avrei fatto io? Un bel 4-4-1-1 chiuso con Comuzzo esterno basso e davanti Dodò sulla destra. A centrocampo Fagioli e Ndour. Corsia sinistra Gosens e Harrison. Davanti Gud sottopunta con Piccoli. C’è il ritorno, andare a Londra per puntare a un pareggio sarebbe stata una sana strategia.

Con questo, vogliamo provare a vincere il ritorno quattro a zero? Crediamoci, insistiamo, mettiamo tutta l’energia possibile, lo scrivo, ma ho la sensazione di prendermi in giro da solo.

Chiudo con Kean. Non ho il minimo dubbio che soffra, che il suo dolore a volte sia insopportabile e vada gestito. Intanto vorrei sapere cosa ha fatto lo staff medico su di lui in questi mesi, ma anche su altri lungodegenti, purtroppo non lo sapremo mai.

Però, ecco il però, il giocatore simbolo di una squadra, che guadagna cinque milioni, più di tutti, a Londra ci doveva andare. Doveva provare fino in fondo, stringere i denti, prendere antidolorifici. Magari andare semplicemente in panchina, poi si vede. Kean è rimasto a casa, una settimana prima in Nazionale c’era. Ripeto, sicuramente sta malissimo, ma Batistuta si riempiva di infiltrazioni, non stava in piedi, non ha mai mollato. Forse erano altri tempi, sicuramente un’altra Fiorentina.

P.s. Queste cose le ho dette anche prima della partita e non dopo. Era un discorso a prescindere…