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Ecco la grande rivoluzione di Paratici. Kean, la società sempre più allo sbando

Enzo Bucchioni Editorialista 
Attendiamo tutti l'arrivo di Paratici che darà il via ad una rivoluzione nella rosa della Fiorentina

Evocata e attesa come l’arrivo dei Magi, è nell’aria la grande rivoluzione di Paratici. Spero sinceramente che sia già partita, spero che per anticipare i tempi il nuovo responsabile del settore tecnico della Fiorentina si sia già mosso senza aspettare l’ufficialità della nomina. Non c’è più un secondo da perdere, l’inizio del mercato deve combaciare con le tante e inevitabili cessioni e con gli ancor più importanti acquisti. Serve una squadra nuova e diversa. Non necessariamente migliore dal punto di vista tecnico, ma adatta al nuovo obiettivo che si chiama salvezza.

La rivoluzione

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Paratici ha deciso di fare come la Salernitana nel gennaio 2022 e il Verona nel gennaio del 2024, ultimi esempi di cambiamento pressoché totale dei giocatori che ha evitato la retrocessione. Il nuovo dirigente viola è un profilo importante, con la Juve ha vinto diciannove titoli, molto più importante di Pradè, ma anche diverso da Corvino, i due direttori sportivi degli ultimi vent’anni viola. Si volta pagina finalmente e continuo a sperare che dietro un manager di questa levatura ci sia anche un progetto di vendita e di rilancio.

In attesa, Paratici può mettere a frutto le esperienze e i rapporti maturati in tanti anni come braccio operativo di Marotta prima e poi come amministratore delegato alla Juve e direttore generale del Tottenham. L’impresa salvezza resta disperata, ma con un dirigente così, soprattutto se avrà carta bianca, in teoria le possibilità e le soluzioni aumentano. La rivoluzione di Paratici prevede la cessione o il prestito di quei giocatori che hanno faticato nel salto alla Fiorentina e non hanno mai reso in base alle aspettative come Nicolussi o Richardson, oppure che non si sono mai ambientati come Dzeko, ma la lista è lunga. Non escludo che si decida di rifondare anche senza gente come Gudmundsson e non solo (penso a Dodò) che non ha capito il momento e cosa serva mettere in campo per salvarsi. Cominciano a girare tanti nomi, Brescianini dell’Atalanta si può fare, tanto per dirne uno. L’identikit è chiaro, servono giocatori di personalità, carattere e grinta. La Fiorentina deve essere un’occasione di rilancio e di stimolo, ma Paratici lo sa benissimo.

Lo spogliatoio

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Andranno valutati attentamente anche gli equilibri di uno spogliatoio che non sembra quel posto ideale sempre raccontato dalla Fiorentina. Gli episodi accaduti andranno valutati e se c’è qualcuno destabilizzante, anche se importante, credo vada sacrificato in nome e per conto di un obiettivo che deve essere sopra tutto e tutti. A questo proposito penso anche a Kean. E’ difficile, per certi versi assurdo, ipotizzare una Fiorentina senza Kean. Uno così può essere il motore per la salvezza. Ma si accende ancora? Il gruppo lo sente centrale? Domande alle quali deve rispondere Paratici che, fra l’altro, lo conosce benissimo. Quello che s’è visto e ha fatto Kean (e non fatto) in questa stagione è sotto gli occhi di tutti, sembra un corpo estraneo, una riflessione e un confronto con lui andranno fatti. Non è che alla fine, dandogli fiducia, può essere più utile uno come Piccoli che ha sempre giocato in squadre da salvezza?

La richiesta di permesso di Kean proprio in questi giorni festivi ha sicuramente motivazioni valide, ma è curiosa. La famiglia è sovrana, ci mancherebbe. Però, stando a indiscrezioni, in queste settimane le giustificazioni sarebbero arrivate anche da altri giocatori. Tutto quello che succede e l’ultimo posto in classifica raccontano di una società sempre più allo sbando e di un allenatore che in due mesi ha fatto poco o nulla per rilanciare in campo, ma anche nella gestione del gruppo. Domenica la Cremonese sarà determinante per il suo futuro? Probabile. Ma non saprei chi mettere al suo posto, non vedo in giro un mago delle salvezze e non c’è tempo da perdere. Almeno Vanoli conosce già l’ambiente, forse è più logico rafforzare la società con uomini di calcio per aiutarlo a lavorare meglio con gli uomini che arriveranno.