Il consueto commento al momento viola di uno dei tifosi di lungo corso
Dodò e la steward
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A metà del secondo tempo, una pallonata proveniente dal campo ha colpito la testa di una steward sotto la tribuna, Dodo' prima di raccogliere la sfera per battere il fallo laterale si accerta delle condizioni della ragazza, in una fase di gioco piuttosto concitata. Questa vicenda mi e' rimasta particolarmente impressa, sia per la sensibilità del campione brasiliano, sia per dedicare un pensiero a questi ragazzi che tutte le domeniche stanno a sedere fermi come statue per far svolgere regolarmente le partite di serie A. Spesso sono studenti che vanno a guadagnare qualcosa per mantenersi gli studi. Più o meno l'orario totale che lavorano sono intorno alle 5 ore, sole, acqua, freddo, vento, neve, loro sono li a bordo campo a vedere il comportamento del pubblico, tutto quello che accade alle loro spalle, all'interno del campo, non li riguarda.
Mi dicono che hanno passato anche degli esami di prova per ottenere l'abilitazione. Durante l'orario di lavoro vengono rifocillati con tè caldo, specialmente nelle notturne nei periodi invernali. Oltre a loro ci sono gli steward anche alle porte di accesso in fase di controllo biglietti e di mini perquisizione. Un vero squadrone di pettorine gialle che sono diventate parte integrante nello svolgimento delle partite. Sono per maggior parte ragazzi giovani che svolgono questo servizio. A loro va il mio più sincero ringraziamento e apprezzamento, tutti coloro che lottano con qualsiasi tipologia di lavoro per andare avanti sono nel mio cuore. Grazie Dodo' per le tue percussioni in campo e per la tua sensibilità, non comune.
Cataldi il perno
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Caro Danilo, ho sempre apprezzato le tue doti quando vestivi la maglia biancazzurra della Lazio, per un romano di nascita giocare nella sua città è particolarmente difficile, un po' come per un fiorentino giocare in maglia viola. A Roma hai convissuto sempre con fior di centrocampisti però ti sei sempre ritagliato il tuo spazio con silenzio e tanto lavoro. Mi ricordi molto come ruolo e silenziosità il vecchio Sergio Battistini, chiamato da me il metronotte per il suo gioco oscuro, sempre al centro dell'azione sia in fase di costruzione e di interdizione, permetti con le tue letture precise ampia libertà ad Adli e Bove.
Hai anche un grande piede sui calci di punizione e ogni tanto ti concedi gol su azione come a Lecce. Quando Prade' e Goretti ti hanno ingaggiato sono stato molto felice, ho sempre apprezzato i calciatori come te, spesso sono irruenti e molto fallosi, invece tu giochi molto di posizione ed ogni allenatore ama gli uomini d'ordine che diventano il PERNO DELLA SQUADRA. Le ultime vittorie della Fiorentina, senza Cataldi e Gudmondson, assumono un valore ancora più intenso, la squadra con il Verona era molto stanca per i tanti impegni, menomale che quel mostro davanti ha deciso che dovevamo arrivare alla sosta per le nazionali in testa alla classifica. Bravo Danilo, continua cosi. La Fiorentina si nutre della tua saggezza tattica.