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Da indizi a prova: la Fiorentina esiste. E l’uomo-ombra va avanti con la rivoluzione

Matteo Magrini
L'imbucata di oggi tra campo e mercato, con una chiosa sulla questione Fortini

Bastano due indizi per fare una prova? Bastano due secondi tempi giocati ad alto livello, contro due squadre sicuramente più forti, per togliere quel diminutivo col quale ci eravamo lasciati qualche giorno fa? Ricordate? “Habembus una specie di squadra” era il titolo dell'ultimo appuntamento su queste colonne e la domanda (appunto) è se la prestazione col Milan sia abbastanza per togliere di mezzo qualsiasi perplessità e per dire che “abbiamo una squadra”. Senza se e senza ma. La mia risposta è “sì”. Abbiamo (finalmente) una Fiorentina. Una squadra (appunto) degna di questo nome e, come ha detto Walter Sabatini al Pentasport, “si è iscritta alla lotta per la salvezza”. Perché ha ragione, il direttore, fino ad un paio di settimane fa i viola non concorrevano nemmeno. Partecipavano al campionato, ovviamente, ma lì si fermavano. Per farla molto breve: erano condannati. Adesso no. Adesso, se prestazioni, atteggiamento e comportamenti resteranno quelli visti sia a Roma (nel secondo tempo) che contro il Milan (soprattutto nel secondo tempo) la salvezza diventa più che possibile. Difficile, sia chiaro, ma decisamente alla portata.

La squadra c'è sempre stata

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Del resto, per qualità, non c'è o non ci sarebbe corsa. Gente come De Gea, Gosens, Dodò, Fagioli, Gud, Kean (che deve crescere) la concorrenza non ne ha e ritrovati loro, come pare, tutto vien da sé. Mettiamoci poi un allenatore che finalmente ha deciso di metterci del suo (modulo, Parisi alto, la fascia tolta a Ranieri), un gruppo che dopo i fattacci di Reggio Emilia ha smesso di chiacchierare e si è chiarito sul serio e una società che ha dato segno di esistere con la scelta di puntare su un uomo di calcio come Paratici ed ecco che come per magia (?) le cose han preso a funzionare. A proposito. Come ormai emerso da diversi giorni, l'ex diesse della Juve arriverà (ufficialmente) a Firenze soltanto a fine mercato. Una situazione sinceramente imbarazzante, per tutti i protagonisti. Per la Fiorentina di Commisso, che ha passato anni a far la morale a tutti su correttezza e rispetto delle regole, ma anche per lui. Poi magari ci spiegheranno che lui non sta mettendo bocca in nessuna operazione ma la realtà, e la sostanza, quella è.

Il mercato

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Detto questo, perché far finta di nulla non ci piace, aspettiamo di vedere come andrà a finire questo mercato di gennaio che come previsto si sta trasformando in una mini rivoluzione. Dopo Solomon e Brescianini, sta arrivando Harrison. Un altro nome dall'Inghilterra e, se non altro, un altro segnale di come sia cambiato, stia cambiando e cambierà il modo di far mercato della Fiorentina. Più idee frizzanti, più voglia di pescare fuori dall'ordinario. Certo, visto che si sta parlando di gente che giocava poco o niente, qualche dubbio resta. Limitarsi a questo gennaio però, sarebbe ingiusto oltre che sbagliato. Senza euro da spendere, con una squadra a rischio retrocessione, e in una sessione di trattative nella quale da sempre è complicatissimo andare a prendere giocatori di primissimo piano. Tocca arrangiarsi insomma, ma se non altro adesso siamo nelle mani di qualcuno che sa cosa sia un pallone.

Questione Fortini

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Chiudo con una considerazione a cui tengo. Nei mesi scorsi Daniele Pradè è stato (anche giustamente) attaccato perché legato solo e soltanto ad un procuratore. Una critica sicuramente comprensibile, ma chi pensa che rapporti e/o amicizie contino o contassero solo per l'ex diesse farà bene a capire alla svelta che il mondo del calcio funziona così. Un esempio? Fortini. La Fiorentina infatti non avrebbe (da un punto di vista tecnico) voglia di cederlo ma il problema (enorme) sta in un vecchio e furibondo litigio tra chi ne cura gli interessi e Fabio Paratici. Una ruggine per la quale i due praticamente non si parlano e che, ad oggi, rende impossibile portare avanti la trattativa per il rinnovo (scadenza 2027) di contratto. Per questo, la cessione è un'ipotesi reale. Non scontata. Ma reale. Certo, sarebbe un gran peccato, ma per evitarlo le parti devono turarsi il naso, far finta di non aver mai litigato e (magari) pensare sul serio al bene del ragazzo...