Lunedì scorso, quando mi hanno soffiato la notizia di un interesse concreto della Roma per Fabio Paratici, ho semplicemente ironizzato. Quei due o tre che hanno letto l’editoriale di tre giorni fa forse lo ricorderanno. Ho pensato a una boutade, al massimo a uno di quei rumors che nascono e muoiono nel giro di poche ore come in genere succede quando si parla di calciomercato. Se si vede che non ci sono possibilità, che un giocatore è subito dichiarato incedibile, che a un’idea non c’è seguito, la vicenda si sgonfia.

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Cosa aspetta Paratici a smentire le voci che lo vogliono alla Roma?
In questo caso trattasi del mercato dei direttori sportivi. Bene. Dopo i rumors di lunedì e dintorni, la notizia è stata confermata e rilanciata pesantemente: sono arrivate delle conferme non solo dell’interesse, ma della possibilità di vedere davvero Paratici a Roma, addirittura dell’eventualità di una clausola nel contratto che gli consentirebbe di liberarsi. Se poi lo conferma pure Di Marzio, che da anni lavora per il mercato e conosce Paratici forse più di tutti, qualche domanda in più te la devi fare. Qualcuno ha pure ricordato che comunque il figlio di Paratici gioca nelle giovanili della Roma, che la compagna, l’attrice Pilar Fogliati, vive nella capitale: ci sarebbero tanti validi motivi per dire addio a Firenze.
È possibile uno scenario di questo tipo, un clamoroso addio anticipato, dopo appena quattro mesi scarsi di lavoro e un contratto di quattro anni e mezzo? È quello che si sono chiesti un po’ tutti, tra lo stupore e l’incredulità: certe cose fai perfino fatica a ipotizzarle, ma anche a pensarle. Siamo oltre il fantacalcio. E se è vero che nel pallone, come nella vita, il saggio dice spesso “non meravigliarti mai di nulla e aspettati sempre di tutto”, mi rifiuto di pensare che oggi ci possano essere dei margini di manovra.
Lo penso io, però mi sarebbe piaciuto che in questi giorni la sua “incedibilità” l’avesse duramente ribadita lo stesso Paratici, magari con frasi di circostanza del tipo “sto benissimo a Firenze”, “ho appena iniziato un lavoro e voglio portarlo a termine” o altre robe del genere. Ma anche dalla Fiorentina non sono arrivate smentite di sorta, eppure c’è molta attenzione perfino a correggere (giustamente) chi nei giorni scorsi aveva parlato di un contatto con Sarri.
Un silenzio assordante, come si dice. E in certi casi il silenzio è sempre assenso. Infatti la piazza e i media si sono scatenati nei commenti, nelle perplessità, nelle ipotesi, per arrivare a una considerazione finale e normale: se davvero Paratici starebbe pensando di andar via, vuol dire che non ha carta bianca. Non lo fanno lavorare bene. S’è detto perfino che la proprietà vorrebbe confermare Vanoli e lui non sarebbe d’accordo.
Non so quanto di vero ci possa essere in tutta questa vicenda, se Paratici è stato contattato dalla Roma o meno, se trattasi di ipotesi o soltanto sondaggi: nessuno sa come la pensi Paratici. Una cosa però la so: serve una smentita urgente e decisa. Per la verità sarebbe già dovuta arrivare.
L’ho aspettata inutilmente anche ieri, quando mi hanno detto che Paratici era a Milano, relatore in un convegno sul calcio giovanile. In una platea piena di giornalisti l’occasione poteva essere ghiotta, e invece niente.
Così da Roma continuano a mettere il Ds viola (sponsorizzato da Gasperini) al primo posto di una rosa di candidati che comprende Giuntoli e Sogliano. Una vicenda che fa vedere ombre, mina delle certezze, alza dei polveroni che in questo momento andavano evitati.
Spero ancora che oggi Paratici dica forte e chiaro come stanno realmente le cose, che ha carta bianca, che sta scegliendo l’allenatore (Grosso?), che è felice, che resta a Firenze. I social della Fiorentina sono molto attivi, i canali per parlare non mancano.
Se poi ci fosse del vero, sarei ovviamente preoccupatissimo, come tutti, sul futuro di questa società. A maggior ragione servirebbe chiarezza in un momento decisivo come la scelta dell’allenatore e un mercato con un grande rinnovamento come obiettivo.
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