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L'imbucata

Calma con i giudizi e fiducia in Palladino, ma certe lacune sono evidenti

Matteo Magrini l'imbucata
L'analisi del momento viola dopo il pareggio di Parma, a due settimane dalla fine del calciomercato. I problemi ci sono ma è fondamentale mantenere la calma
Matteo Magrini

La prima è andata e, come prevedibile, non è stata esattamente uno spettacolo. Al contrario. Lenta, macchinosa, quasi mai pericolosa, terribilmente fragile in difesa e con un clamoroso deficit di qualità in mezzo. Fosse questa la Fiorentina di Palladino insomma, ci sarebbe da preoccuparsi parecchio. Ricordate però quello che ci dicevamo qualche giorno fa? Il mister merita un bel periodo di immunità e sarebbe a dir poco ingeneroso, oltre che sbagliato per quanto mi riguarda, lanciarsi adesso in qualsiasi tipo di giudizio o sentenza. Il motivo è molto semplice. Il tecnico, in estate, ha lavorato su una squadra che non era, non è e non può essere nemmeno lontana parente di quella che dovrà affrontare la stagione. Certo, qualcuno potrebbe dire che quelli che sono scesi in campo hanno comunque svolto quasi tutta la preparazione e, quindi, si poteva pretendere qualcosa in più. L'obiezione è sicuramente seria, ma qua entra in gioco la qualità.

Qual è il livello di questa squadra?

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Si torna sempre lì. Rileggiamo un attimo la formazione: Terracciano; Quarta, Pongracic, Comuzzo; Dodò, Amrabat, Mandragora, Biraghi; Colpani, Kouame; Kean. Qual è, il livello di questa squadra? Quali potrebbero essere le sue ambizioni in campionato? Decimo posto? Nono? Siamo in quell'area lì, e non pensiamo di essere cattivi o ingenerosi. Ci sta insomma, che un undici di questo tipo sia costretto a soffrire (parecchio) su un campo come il Tardini. Altro tema: l'abitudine a giocare insieme. Il Parma probabilmente aveva un livello medio inferiore alla Fiorentina, ma l'ossatura e il sistema di gioco erano quelli degli ultimi due anni e in questo momento della stagione è un aspetto che può fare la differenza. I viola no. I viola stanno affrontando una vera e propria rivoluzione. Uomini, modulo, principi di gioco, concetti. E' cambiato e sta cambiando tutto ed è normale incontrare delle difficoltà. E poi ancora. La condizione. E' ormai risaputo che durante la preparazione Palladino e il suo staff abbiano messo un'enorme mole di lavoro nelle gambe dei giocatori e questo, nelle prime partite, si paga. Nessun allarmismo, quindi, perché le spiegazioni ad una prestazione sicuramente bruttina non mancano.


I problemi ci sono, ma manteniamo la calma

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Ciò non significa però che non ci siano dei (grossi) problemi. E qua veniamo al mercato. La formazione, al netto di squalifiche, ritardi di condizioni o simili, oggi sarebbe questa: De Gea; Quarta, Pongracic, Ranieri; Dodò, Amrabat, Richardson, Biraghi; Nico Gonzalez, Gudmundsson; Kean. Ora, detto che Nico se ne andrà quasi sicuramente e che lo stesso Amrabat è a dir poco in bilico, la situazione mi pare chiarissima. La Fiorentina ha tantissima qualità là davanti, ma ha un deficit di tasso tecnico in mezzo e, soprattutto, ha un gran bisogno di un difensore forte, ma forte sul serio. Un po' perché Pongracic ha confermato di aver come minimo bisogno di confermarsi a certi livelli, un po' perché il reparto è cortissimo. Senza contare, appunto, che difficilmente i viola riusciranno a trattenere sia Gonzalez che Amrabat che peraltro, almeno per quanto mi riguarda, è un giocatore con più difetti che pregi.

Calma, quindi, cautela, ma senza far finta che non ci siano problemi da risolvere e (soprattutto) lacune da colmare. Lo ha detto lo stesso Palladino, e sicuramente la società lo sa e cercherà di intervenire. Nel frattempo, non resta che stringere i denti. Superare il playoff di Conference (non dovrebbe essere troppo difficile) e cercare di far più punti possibile. Solo a fine mercato, poi, potremo capire quali saranno le reali ambizioni della Fiorentina.

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