Viola News
I migliori video scelti dal nostro canale

VIOLA NEWS esclusive gli opinionisti Arrendiamoci alla mediocrità di questa Fiorentina e conserviamo le ambizioni per il futuro

esclusive

Arrendiamoci alla mediocrità di questa Fiorentina e conserviamo le ambizioni per il futuro

Arrendiamoci alla mediocrità di questa Fiorentina e conserviamo le ambizioni per il futuro - immagine 1
"Imbucata" è stata quella letterina che chiedeva un regalo di fine stagione; purtroppo non è stata aperta, men che meno soddisfatta. Ora evitiamo di complicarci di nuovo la vita
Matteo Magrini

La colpa non è mica loro. La colpa è nostra che ancora, e nonostante una stagione che ormai avrebbe dovuto convincerci definitivamente ad arrenderci all'evidenza, ci ostiniamo a sperare in chissà quale sussulto. La colpa non è loro. Perché loro (questa Fiorentina, questi giocatori, questo allenatore) sono questi e pensare che potessero sul serio impensierire il Crystal Palace era, oggettivamente, utopia. Sia chiaro. Lo dico io, che per primo avevo immaginato una doppia sfida un po' più aperta di quello che si è rivelata. Pensavo, speravo, mi illudevo, che giocandosela con la mente sgombra da pressioni e con un atteggiamento coraggioso i viola potessero provare a creare qualche difficoltà a Mateta e soci. Non è andata così, e infondo (appunto) non è altro che la logica conseguenza dei valori in campo.

Siamo questi

—  

Inutile insomma girarci tanto attorno. Cosa si poteva chiedere a QUESTA Fiorentina? Cosa si poteva pretendere da una squadra che sta lottando per non retrocedere e che aveva appena faticato a battere un Verona già condannato? QUESTA Fiorentina ha valori modesti e come se non bastasse si è presentata a Londra senza tre giocatori determinanti come Kean, Solomon e Parisi. E questo valore come ulteriore dimostrazione di quale sia il livello di questo gruppo. Perché se due come Solomon e Parisi (non Garrincha e Roberto Carlos...) sono, di fatto, insostituibili, significa che siamo davanti ad una formazione men che normale. Mettiamoci poi che in questo momento il gap tra qualsiasi squadra italiana ed una qualsiasi squadra di Premier è francamente imbarazzante e non ci fa che tornare al punto di partenza. La Fiorentina è questa e sbagliamo noi a immaginare ogni volta un'improvvisa rinascita.

Salvezza sì, ma poi serve orgoglio

—  

Il tema è questo, e riguarda il futuro. Perché passi per questa disgraziata stagione ma francamente non ne se ne può più di questo senso di rassegnazione/accettazione della mediocrità. Salviamoci, quindi, e poi per favore torniamo a pretendere una squadra che ci faccia ambire (e non sperare) al potersela giocare a testa alta e petto in fuori contro qualsiasi avversario. E sia chiaro. Ciò non significa pensare che sia possibile costruire dal nulla una Fiorentina che passi dalla lotta salvezza alla lotta per la Champions nel giro di tre mesi. Io almeno, non pretendo questo. Io pretendo, e son sicuro che sia esattamente quello a cui sta già lavorando Paratici, un gruppo di calciatori che abbia un'identità precisa, marcata, riconoscibile, forte, sbarazzina, coinvolgente. Una Fiorentina insomma di cui tutti abbiano rispetto e timore e che riporti tra la gente una parola semplice: orgoglio.

Cosa chiedere fino a maggio?

—  

Si vedrà. Nel frattempo, a Vanoli e questi calciatori, è giusto chiedere due cose: che non si (ri)complichino di nuovo la vita in campionato e che giovedì prossimo, nella gara di ritorno col Crystal Palace, diano una risposta di carattere e che non si consegnino, invece, ad un'altra figuraccia. Non se lo merita la storia di questo club e (soprattutto) non se lo meritano i fiorentini. Basta. Inutile aspettarsi altro. Meglio mettersi definitivamente l'anima in pace e riservare parole come “speranza”, “aspettativa”, “ambizione”, “soddisfazioni” al futuro augurandosi che sia decisamente migliore di questo tristissimo presente.