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A Napoli zero speranze? Forse no. Kean, il segnale che serviva. Il solito mercato a tentoni

Matteo Magrini
Tra la partita di Napoli, una classifica ancora da aggiustare e gli ultimi quattro frenetici giorni di mercato...

Vedi Napoli, e poi? E poi “Speriamo che me la cavo”... perché, vista la Fiorentina strapazzata dal Como, nemmeno una squadra appena sbattuta fuori dalla Champions e falcidiata dagli infortuni può essere considerata alla portata. Al contrario. Conoscendo chi la guida, quella squadra, c'è da scommettere che i viola si troveranno davanti undici belve indemoniate. Cariche di delusione e, quindi, di rabbia da buttar fuori contro chiunque gli si pari davanti. In teoria insomma, c'è poco da sperare. Eppure, se c'è una cosa che abbiamo imparato in questa folle e disgraziata stagione, è che la banda di Vanoli è capace di tutto, e del contrario di tutto. Può giocare alla pari con Lazio, Milan e Bologna e può, soltanto qualche giorno più tardi, farsi battere in casa dal Cagliari e subire una vera e propria lezione di pallone da Fabregas in Coppa Italia. Certo, anche quelle (ottime) prestazioni cui accennavamo andrebbero, col senno di poi, rilette un po' meglio. Anche da parte nostra. Pensiamo al Bologna (in crisi nera e comunque ad un passo dal pari nel finale), al Milan che se avesse chiuso sotto 3-0 il primo tempo a Como non avrebbe avuto nulla di cui lamentarsi o alla Lazio alle prese, tanto per cambiare, con una crisi di nervi e di rapporti tra tifosi, allenatore, presidente... I meriti della Fiorentina c'erano insomma, ma forse non così tanti.

Il segnale di Kean

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Se fossimo in una situazione normale insomma quella di domani si potrebbe anche considerare come una serata “jolly”. Un'occasione per pescare qualche punto insperato, senza flagellarsi più di tanto in caso di (più che preventivabile) sconfitta. Il problema, l'enorme problema, è che la classifica si è (ri)fatta terrificante e che ogni settimana persa, ogni punto lasciato alle dirette concorrenti, rischia di pesare un quintale. Basta pensare appunto a quanto successo la settimana scorsa. Una partita persa, dopo un mini filotto positivo, e sono scappate quasi tutte. E' rimasto il Lecce alla portata ed è questa l'enorme fortuna di Kean e soci. A proposito. Proprio domani Moise può e forse deve dare un segnale forte e le ultime notizie portano proprio in quella direzione. La caviglia infatti continua a fargli male e se non si fosse fermato Piccoli probabilmente non sarebbe stata la gara di Napoli quella giusta per rivederlo in campo. Non da titolare, almeno. E invece Kean sta stringendo i denti, è tornato in gruppo, e ha detto allo staff che vuole esserci in tutti i modi. Un bel messaggio, anche e soprattutto perché smentite a parte in troppe occasioni i suoi comportamenti hanno lasciato a desiderare. E' questo insomma, il momento di farsi perdonare e di trascinare i compagni.

E il mercato?

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Nel frattempo, sul mercato, tutto tace. O meglio. Le voci sono anche troppe ma nessuna, almeno per il momento, si è trasformata in qualcosa di concreto. Di certo ci sono i (tanti) no che stanno arrivando, ultimo almeno per ora quello di  Disasi. Del resto, non sono molti e sicuramente non giocatori di primo livello, quelli che decidono di lasciare la Premier o comunque un club importante per immergersi nel fango della lotta salvezza. E poi, inutile far tanti discorsi. Portare avanti un mercato in “smart working” e conducendo anche quello dei tuoi attuali datori di lavoro (ogni riferimento a Paratici ovviamente non è casuale) non è esattamente comodo e/o semplice. E così siamo alla solita sensazione di sempre: tentativi, a volte anche un po' a caso, sperando prima o poi di trovare l'occasione buona. Si vedrà. Restano quattro giorni e tante, tante cose da fare: sistemare i casi Ranieri e Fortini, capire cosa fare con Fazzini, trovare un difensore centrale (due se parte Ranieri), un mediano che dia il cambio a Fagioli ed eventualmente i sostituti di chi dovesse andarsene. In bocca al lupo...