Fiorentina, puoi sorridere: la legge di Murphy non è ineluttabile

Fiorentina, puoi sorridere: la legge di Murphy non è ineluttabile

Lo dimostra la vittoria di ieri

di Federico Targetti, @fedetarge

Nel secondo dopoguerra Edward Murphy, militare dell’Aviazione americana, notò in un esperimento che i tecnici tendevano sistematicamente a montare un meccanismo nella maniera sbagliata tra le due possibili. Questo fatto diede il via ad una serie di speculazioni, sintetizzate poi nel famosissimo assioma passato alla storia come la legge di Murphy:

“Se qualcosa può andar male, lo farà”.

È la stessa legge per cui una cosa si rompe prima se il suo valore è alto, o per cui una fetta biscottata cade sempre dal lato della marmellata. Ovviamente non ci sono modi per dimostrare la sua validità scientifica, ma la vita quotidiana ci fornisce ogni giorno occasioni di chiederci se non ci sia qualcosa di vero in tutto questo: come quando dobbiamo scegliere fra spingere e tirare per aprire una porta, per esempio. O come quando, in una fredda serata di inizio dicembre, la Fiorentina in crisi affronta il Cittadella, senza Chiesa, Pezzella e Ribery. Le cose che potevano andar male ieri, ripensando anche alla partita col Monza ad agosto, erano tante, e in effetti Venuti è stato espulso dopo neanche mezz’ora, e Sottil è stato protagonista di un episodio da censurare e dimenticare al più presto.

Ma uno dei corollari alla legge di Murphy afferma che “se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo“. Nessun dubbio sul fatto che allora la Fiorentina avrebbe dovuto perdere ed essere eliminata dalla Coppa Italia. Invece Benassi, giocatore che quando non segna non gioca bene, ma che quando gioca bene spesso e volentieri segna, ha messo a referto una doppietta con la fascia da capitano al braccio, scacciando Murphy e la sua legge e dimostrando – questa è la cosa importante – che le cose non devono per forza andare per il verso sbagliato. Possono farlo, ma con forza di volontà e unità di intenti, come predica il presidente Commisso, si può uscire da qualsiasi spirale negativa e ripartire: “una partita fa la differenza” (CLICCA). Che possa essere quella col Torino? Ce lo auguriamo. O che sia stata già ieri?

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