Commisso: “Le tre sconfitte non mi sono piaciute, ma siamo una famiglia. Montella…”

Commisso: “Le tre sconfitte non mi sono piaciute, ma siamo una famiglia. Montella…”

Parla il presidente viola

di Federico Targetti, @fedetarge

A margine della Hall of Fame viola ha parlato il presidente gigliato Rocco Commisso: “È una mia responsabilità essere qua ad onorare i grandi della Fiorentina, sono orgoglioso. Il momento è difficile, io sto guardando; ho avuto difficoltà in vita mia, non ho mai lasciato andare. Quando uno è in alto non deve pensare di rimanerci, ma neanche quando è in basso.

Le tre sconfitte non mi sono piaciute, siamo una squadra, una famiglia, lo hanno detto Montella e Pradè. Ognuno deve aiutare l’altro. A Montella ho detto che sono con loro, le partite si devono guardare una alla volta. Le mie responsabilità me le sono sempre prese, io ho dipendenti senza contratto, non li caccio e loro non se ne vanno. C’è una fiducia, un trust. E così funzioniamo noi.

Settimana decisiva per Montella? Considero quello che succede ogni volta. Ho invitato padre e fratello di Astori a vedere una partita con noi, domani non potevano. Io non so gli altri, parlo di me e della mia compagnia. Sono il più longevo CEO in America, è tutto merito di quelli che lavorano con me. Abbiamo cominciato un po’ male, la squadra è stata sfortunata col Napoli e non mi è piaciuta col Genoa. Poi bene, ma poche settimane fa eravamo a sinistra. Se avessimo vinto a Verona saremmo stati ottavi o noni oggi: una partita fa la differenza“.

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  1. Up The Violets - 6 giorni fa

    Va be’ dai, sentirlo parlare di “nono posto con una vittoria in più” come di una cosa positiva, oltre a dimostrare che non ha la più pallida idea del calendario che ci aspetta, effettivamente fa accapponare la pelle. Però oh, guardiamo anche il lato positivo: se non altro, almeno uno là dentro è uscito dal loop dell’ “anno di transizione” e ha fissato un pur minimo obiettivo, la metà sinistra della classifica.

    Non è molto ed è decisamente troppo poco per una società come la Fiorentina, ma per il momento, per salvucchiarci con un po’ meno di patemi rispetto all’ultimo anno dei braccini, potrebbe anche bastare. Sempre che qualcuno gli faccia vedere al più presto il calendario e gli spieghi che qua le decisioni non le puoi prendere a fine stagione come in MLS, perché qua esiste una cosina che si chiama retrocessione.

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  2. SOLOROGER - 6 giorni fa

    Anche se fossimo stati Noni non è che c’era tanto da festeggiare!!! Mi sembrava di aver capito che c’è un progetto ambizioso!!! Non vorrei dover rimpiangere Gnigni che almeno ci parlava di settimo posto!!!! Speriamo un bene ma……

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  3. Axel - 6 giorni fa

    Se le vincevamo tutte eravamo primi. Ma si può ragionare coi se? Manco a dire che hai dominato la gara a verona ed hai perso per sfortuna…

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  4. Up The Violets - 6 giorni fa

    L’importante è che la famiglia si renda conto che la Serie A non è la MLS, tanto per i valori tecnici decisamente superiori, quanto per il fatto che qua le retrocessioni ci sono eccome.

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  5. Violentina - 6 giorni fa

    c’è pur sempre una prima volta.. mandi a casa l’azzecc’muorti, è giunta l’ora.

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  6. batigol222 - 6 giorni fa

    Fate vedere a Montella Cagliari-Sampdoria appena giocata… quelle sono squadre che giocano bene, fanno gol in situazioni in cui sembrano palle buttate lì a caso. Come tra l’altro ci ha fatto gol a noi il lecce, quando la squadra gira bene e sta bene mentalmente i gol si fanno. Noi però secondo lui col lecce s’è giocato bene…

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  7. batigol222 - 6 giorni fa

    Il discorso ha perfettamente senso, rimanere uniti e dare fiducia, senza ribaltoni alle prime difficoltà. Tagliare le gambe a un tecnico che sta passando un momento buio non è costruttivo, perdendo tutte le qualità buone che questo può esprimere in seguito. Con un nuovo tecnico riparti da zero e perdi tempo.
    Avrebbe senso se Montella non avesse palesato dei difetti molto grandi: poco carattere e assoluta mancanza di autocritica. Dire che col Lecce s’è giocato bene perché si è attaccato sempre è da folli, quelle sono le classiche partite giocate male, con la palla che balza tutto il tempo davanti alla porta ma non entra mai: è un problema mentale, di concretezza e tranquillità, in cui il tecnico è determinante al 100%.
    Spero che rocco si ravveda perché mi pare non abbia capito la differenza che passa tra Montella e anche un semplice gattuso

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