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Dragowski “desaparecido”: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Dragowski “desaparecido”: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio - immagine 1

La cupola di silenzio che circonda Bartolomeij Dragowski resiste ancora e chissà quanto durerà. Attenzione perché fidarsi è bene ma...

Giovanni Zecchi

Era il 6 Ottobre quando, poco dopo la fine della partita persa per 2 a 1 dalla Fiorentina contro il Napoli, rimbalzavano le voci di un possibile infortunio per Bartolomeij Dragowski. Poi la partenza per il ritiro della Polonia, l'attesa ed ecco l'ufficialità: lesione di secondo grado al retto femorale della gamba destra, tempo di recupero 4/5 settimane. Da quel momento il nulla, il portiere polacco è diventato un "desaparecido" tra i campi del centro sportivo Davide Astori.

Bene, fin qui niente di particolarmente rilevante, nonostante la lunga assenza dal rettangolo di gioco che si potrebbe benissimo ricollegare a un infortunio pesante e faticoso da smaltire. Nel calcio però nulla è come sembra, della serie: "Fidarsi e bene, non fidarsi è meglio". Un contratto in scadenza nel 2023 e una permanenza mai così sicura minano la fiducia che il popolo viola dovrebbe, o meglio, vorrebbe confidare nel portiere polacco ma che, ora come ora, scarseggia. Italiano non ha mai sprecato tante parole per commentare l'assenza di Dragowski, complice anche le ottime prestazioni di Pietro Terracciano che, in questo girone di andata, si è confermato tutt'altro che una seconda scelta. E se così non fosse stato? E se nella Fiorentina fosse scoppiato il caso portiere? Dubbi che rimarranno tali, per fortuna, ma che aprono un grande e pesante punto interrogativo sul futuro delle chiavi della porta viola. Chi prova a rispondere è il calciomercato che, tra nomi e indiscrezioni, trova ogni giorno un nuovo portiere per Italiano. Cragno e Meret sono i nomi più gettonati per sostituire Dragowski, o meglio, Terracciano. Infatti il polacco è circondato da una cupola di silenzio che dura ormai da mesi e che lascia spazio soltanto a supposizioni. Insomma, chi più ne ha, più ne metta. L'unica certezza finora sono quei guantoni appesi al chiudo, usati soltanto per allenarsi. Si continuerà ad attendere comunicati, convocati e conferenze stampa nella speranza di saperne qualcosa di più sul portiere viola ma intanto Italiano si gode il suo "San Pietro", con un occhio che sbircia continuamente nell'infermeria. Se prima la strada tra la porta della Fiorentina e Dragowski era spianata, adesso è diventata una bella impennata. Speriamo che sotto l'albero di Natale del numero 69, insieme a due guantoni nuovi, ci sia anche la voglia di di scalarla. Attenzione però, perché la seggiovia non è in funzione e la tentazione di usare l'uscita d'emergenza (vedi Napoli, Milano sponda Inter ecc.) è sempre dietro l'angolo. Dopotutto, "Fidarsi è bene ma...".

 

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