D’Agostino a VN: “Ecco come è giocare a porte chiuse”. E dà un consiglio a Iachini

D’Agostino a VN: “Ecco come è giocare a porte chiuse”. E dà un consiglio a Iachini

Il doppio ex di Fiorentina e Udinese rievoca la partita a porte chiuse dell’11 febbraio 2007 e fa un pronostico per sabato

di Paolo Mugnai

In vista dell’incontro di sabato a Udine, Violanews ha intervistato il doppio ex di Fiorentina e Udinese Gaetano D’Agostino, attuale allenatore del Lecco in Serie C Girone A.

Mister, come sta andando a Lecco?

Il campionato è duro. Giusto fermare il torneo, ma ci sarà meno tempo di recupero, per tutti. Dovremo essere bravi a gestire l’organico e nel cercare di mettere in campo sempre gente fresca.

L’11 febbraio del 2007, con la maglia dell’Udinese, affrontò la Fiorentina in uno stadio “Franchi” deserto a seguito dei provvedimenti presi dopo la morte dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti in occasione di Catania-Palermo. I viola di Prandelli vinsero grazie ai gol di Reginaldo e Pazzini. Che ricordo ha di quella gara?

Fu un po’ anomalo. Il calcio è bello perché ci sono i tifosi, quindi sabato a Udine sarà surreale. È già successo di giocare a porte chiuse qualche volta per motivi disciplinari, farlo per il Coronavirus va accettato perché prima di tutto viene la salute. Fu una partita particolare. Senti tutte le voci, devi stare attento con le proteste agli arbitri perché se ti scappa una parola in più… viene amplificato tutto. L’allenatore si fa sentire di più e vivi già la partita durante il riscaldamento in preparazione alla gara.

Una sola stagione a Firenze. Rimpianti?

Misero in giro delle voci che avevo dei problemi al ginocchio, erano solo delle dicerie. Io mi sono operato al menisco, mai avuto problemi al ginocchio. Il vero problema fu la comproprietà tra Fiorentina e Udinese che dava fastidio. In ogni caso in quella stagione fui il centrocampista più prolifico con cinque reti. Per me è stato un grande dispiacere non potere rimanere a Firenze perché ero innamorato della città e dei tifosi. A distanza di anni, posso dire che sarebbe stato meglio per me sentirmi dire che non rientravo più nei piani societari piuttosto che quelle dicerie.

Un giudizio su Castrovilli?

Forte. La Fiorentina deve tenerselo stretto. Da quello che ho capito, il presidente Commisso vuole vincere così ci sono buone possibilità che rimanga. È una delle mezzali più forti del nostro campionato. Se diventa più concreto e fa sei-sette gol diventa un giocatore di caratura europea. Il ruolo? Per giocare da mezzapunta deve imparare a giocare spalle alla porta, bisogna lavorarci. Lui preferisce puntare l’uomo, dovrebbe cambiare la tipologia di gioco iniziale ma lo può fare e avvicinandosi alla porta diventerebbe devastante”

Come le sembra il centrocampo viola?

Un centrocampo completo con forza fisica, tecnica ed esperienza. A mio avviso deve migliorare sul primo giro palla dei difensori che deve essere più fluido e veloce. La Fiorentina tra le linee e gli spazi può diventare pericolosa. Nonostante fosse in dieci col Milan meritava di vincere perché si è tolta un po’ di tatticismo nella mente.

Da giocatore ha avuto Iachini allenatore. Come era?

Tatticamente Iachini è molto bravo a livello difensivo, io l’ho avuto a Siena. A certi giocatori, però, deve dare più libertà di inventare come Chiesa, Vlahovic, lo stesso Castrovilli, tutti giocatori istintivi come Ribery quando rientrerà, così loro potrebbero esprimersi ai massimi livelli.

Come mister a chi si ispira?

Cerco di prendere il buono di ogni allenatore, non ho un modello. A parte i grandi nomi, per me è molto bravo De Zerbi, in futuro allenerà grandi squadre. I migliori allenatori riescono a cambiare, a essere camaleontici pur mantenendo gli stessi concetti; conta la mentalità. Al momento, poi, Gasperini il migliore in Italia.

Che Udinese sarà?

Molto fisica. Con Gotti ha trovato un equilibrio e poi hanno De Paul che può determinare però anche la Fiorentina ha trovato la sua identità con dei principi di gioco. La Fiorentina deve stare attenta in particolare al fattore fisico dell’Udinese.

Un pronostico?

Spero che sarà una partita bella come lo è sempre stata. Nel mio cuore porto tutte e due le squadre, direi un pareggio per fare contenti tutti ma la Fiorentina ha qualcosa in più qualitativamente. Allora diciamo 2 a 1 per la Fiorentina.

Curiosità: Pinzi non immagina la gara a porte chiuse, eppure… lui giocò un Fiorentina-Udinese senza pubblico

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy