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Bucciantini a VN: “Prandelli, stanchezza bellissima. Vlahovic? Mi appassiona in tutto”

Il giornalista ed opinionista di Sky parla in esclusiva a ViolaNews

Vincenzo Pennisi

La Fiorentina mette alle spalle la vittoria di Benevento e si proietta sul futuro, ma la vittoria ottenuta in casa delle Streghe è troppo importante per non soffermarsi sull'eredità che questi tre punti possono lasciare alla squadra di Prandelli. Il noto giornalista ed opinionista di SkyMarco Bucciantini ha parlato in esclusiva a ViolaNews:

Sulla vittoria contro il Benevento troviamo il forte marchio di Ribery. Che risposta ha dato il calciatore?

Ribery è un giocatore diverso dagli altri, ce ne sono stati pochi negli ultimi 20 anni come lui nel mondo del calcio. Non si può più costruire una squadra intorno a lui, ma è ancora uno dei più bravi, è decisivo, fa la differenza quando gioca. Ribery è importante per far "riuscire" tante cose in campo, ci sono più occasioni, più tiri, senza di lui ci sono meno possibilità, tutto diventa più faticoso.

Cosa pensa della stanchezza di mister Prandelli?

Io trovo che la stanchezza nelle persone sia bellissima, è dovuta all'impegno fisico e mentale. Non è una debolezza, semmai è un'ammissione: questa avventura sta togliendo molto a Prandelli, perché sta mettendo tutto se stesso. Io trovo che quando parliamo di questo allenatore serva molta attenzione, molto rispetto. Per la "comunità Fiorentina" Prandelli è stato molto importante, allenando qui ha vinto due panchine d'oro, ha ottenuto un terzo posto non contabilizzato solo per la penalizzazione. Con Prandelli siamo arrivati ad un errore arbitrale dai quarti di Champions League, non si può dimenticare, la memoria è una delle poche forme di cultura che possiamo condividere, che dobbiamo difendere. Il legame fra Cesare, la città (che lo ha adottato, che gli è stata accanto nei momenti difficili) e la comunità viola è un valore da difendere con parole diverse, anche con un eccesso di scrupolo ed evitando la banalizzazione e gli obiettivi facili che il calcio offre e la modernità adotta per pigrizia mentale.

Vlahovic sta iniziando a mostrare tutto il suo potenziale...

E Prandelli ha meriti enormi: anche questo è un lascito importante di questo allenatore. Prima dell'arrivo di Prandelli il centravanti titolare veniva quasi sorteggiato, poteva toccare a Kouamé, a Cutrone, a Vlahovic e sembravano sempre tre tentativi disperati di indovinare quello giusto. La prima scelta di Cesare è stata proprio questo: Vlahovic è un centravanti, Vlahovic è il centravanti. E se mancava un po' di spessore, avrebbe potuto farselo solo giocando, in campo. Adesso segna e soprattutto lotta, per smarcarsi, per essere comunque utile. Noi festeggiamo una tripletta, ma a me ha colpito la sua voglia di andare verso la squadra contro il Parma, contro la Roma, quando la squadra faticava ad avvicinarsi a lui. Mi piace il suo sinistro, mi rasserena il suo carattere, mi appassiona la sua indole. Ha l'anima del calciatore e ha i numeri del centravanti. Guardate i marcatori: è un mestiere adulto. Ecco, vorrei sognare un po' con Vlahovic, invece dopo 36 ore dalla prima tripletta ho letto solo di contratti da rinnovare, di altre squadre interessate, pronte a offrire ingaggi importanti, a oltre due anni dalla scadenza con la Fiorentina. Ma davvero il calcio non sa parlare d'altro? Davvero non sappiamo trattenere la felicità per quel gol bellissimo nemmeno per pochi giorni? Non mi rassegno al fatto che l'unico racconto possibile sia rimasto quello dei soldi, dei contratti, del mercato. Sembra che ormai del gesto non sia possibile che quantificare il valore economico, e invece sono stati gol importanti, forse decisivi, anche puri e bellissimi. Abbiamo visto un po' di futuro: difendiamolo.

L'ha sorpresa il rilancio di Eysseric?

Eysseric è stato un'idea tattica di Prandelli, che da un po' cerca sempre di mettere in campo 3 giocatori con vocazione d'attacco dietro a Vlahovic, più o meno lontani dall'area avversaria. E li sceglie fra Ribery, Castrovilli, Bonaventura e Eysseric, che è un giocatore che ha i numeri anche se non riesce fare tre partite intere con lo stesso temperamento. Nelle vittorie fondamentali con Benevento e Spezia c'è anche lui ed è stato possibile perché Prandelli lo ha fatto sentire giocatore.

Per quanto riguarda la classifica la Fiorentina può ritenersi tranquilla?

La Fiorentina è messa meglio di altre squadre, penso alle squadre battute di recente, mentre Torino e Cagliari hanno valori simili ma hanno avuto più difficoltà: margine c'è. Davanti alla Fiorentina ci sono squadre come Udinese e Sampdoria e nelle gare contro di loro la squadra non si è dimostrata inferiore. il calendario è duro ma ormai non c'è più differenza tra casa e trasferta (le due partite con il Benevento lo dimostrano). Io credo che la Fiorentina possa finire in crescendo la stagione, soprattutto se Castrovilli e Bonaventura troveranno continuità fisica e aiuteranno Ribery a tenere la squadra vicino a Vlahovic: la partita di Torino contro il Toro fu l'esempio più riuscito di queste intenzioni, ma un limite della squadra (con chiunque l'abbia allenata) è la mancanza di rendimento. Di giocatori capaci di ripetere nel tempo prestazioni da 6,5 (Forse Martinez Quarta lo è, ha una mentalità che lo tiene dentro la partita, supera gli errori, cerca rimedio). Anche i migliori non riescono a essere continui, o per problemi fisici o per caratteristiche mentali.

Amrabat è uno di quei giocatori che non ha garantito un certo rendimento...

Verissimo. Lui doveva essere la nostra forza costante. Però Amrabat è un giocatore al quale piace avere intorno la partita, per questo ha bisogno di una squadra molto dinamica, intensa, come era il Verona, che raggruppava molti uomini intorno al pallone, in tutte le zone del campo. E lì arrivava lui, a raddoppiare, a dialogare, a pulire le situazioni. Poi, se lui faceva tutto il gioco corto, semplice, di possesso, Veloso si occupava del gioco verticale, importante, lui dava un'idea al possesso di Juric. E così facendo, Veloso e Amrabat si esaltavano a vicenda. Nel centrocampo della Fiorentina non esistono questi incastri e non esiste questo ritmo. Ma se un calciatore può rendere in un solo tipo di calcio, è deludente, è limitato. In generale, il centrocampo della Fiorentina è stato sopravvalutato, da tutti: tecnici, giornalisti, dirigenti, tifosi. Ci sono calciatori che galleggiano: non recuperano palla e non tirano in porta. E non sono facili da "combinare", insieme non fanno la somma delle proprie qualità individuali.

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