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Alla scoperta di Palladino: dal cambio di modulo alla nascita dei “suoi” talenti

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Raffaele Palladino sembra sempre più vicino alla Fiorentina. Dal cambio di modulo alla nascita dei talenti targati Monza
Alessio Vannini

Raffaele Palladino si avvicina sempre di più ad essere il nuovo allenatore della Fiorentina. Dopo l'incontro di ieri a Firenze il tecnico del Monza sta aspettando soltanto la fine della stagione viola per accasarsi ufficialmente sulle rive dell'Arno. In questi anni al Monza ha stupito tanti addetti ai lavori, soprattutto il primo anno, e ha lanciato più di qualche giocatore sul panorama calcistico italiano. Quest'anno ha cambiato anche il suo modulo preferito, il 3-4-2-1, nel 4-2-3-1, magari proprio per prepararsi ad un cambio di panchina. Scopriamo tramite questo approfondimento qualcosa in più sul sempre più probabile futuro allenatore viola

Il cambio modulo

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Raffaele Palladino nel suo primo anno da tecnico in Serie A si è presentato con un 3-4-2-1 che sfruttava in particolar modo i due esterni. Entrambi dovevano fare la fase offensiva e difensiva e questo richiedeva a Ciurria e Carlos Augusto un grande sforzo fisico. Con gol e assist preziosi sono riusciti a conquistarsi una salvezza all'inizio insperata, grazie anche alle magie dei due trequartisti Dany Mota e Caprari. Anche con la nuova stagione il modulo è rimasto lo stesso, fino a che il 18 Febbraio in un 4-2 casalingo contro il Milan arriva la rivoluzione, difesa a quattro e tre trequartisti. Proprio il tecnico spiegò nel post partita la scelta: "Il 4-2-3-1 l’abbiamo provato da mercoledì, studiando il Milan e cercandone le difficoltà. Abbiamo giocato di qualità e siamo stati capaci di affondare il colpo nel momento giusto. Per me è stato davvero un passo in avanti, per consapevolezza e gioco." Insomma, un passo in avanti in quella consapevolezza che gli ha permesso di salvare per due anni di fila, con grande tranquillità, una squadra che soprattutto il primo anno sembrava spacciata


I "suoi" talenti

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In questi due anni Palladino è riuscito a far sbocciare calciatori più o meno giovani che hanno stupito gli addetti ai lavori delle big italiane. Alcuni si sono conquistati un posto nelle prime squadre italiane, come Carlos Augusto, autore quest'anno di 37 partite con l'Inter, oppure anche il portiere Di Gregorio, eletto miglior estremo difensore in Serie A e promesso sposo della Juventus. E ancora Andrea Colpani, trequartista di 25 anni che mai aveva espresso una qualità di gioco come fatto sotto la guida di Palladino. Passando per i due Carboni, Andrea e Valentin, con l'argentino cercato proprio dalla Fiorentina, fino a Dany Mota e Ciurria. Insomma in questi due anni è riuscito a tirare fuori da tanti giocatori il meglio di sé.

Anche qualche delusione

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Non tutti gli esperimenti però sono andati a buon fine. Lorenzo Colombo è l'esempio più marcato. Arrivato in estate dal Milan in prestito con le stimmate del predestinato, ha chiuso la stagione con 25 presenze e soltanto 4 gol, facendosi addirittura soffiare il posto dal più esperto Milan Djuric. Oppure Alessio Cragno, preso per fare il titolare e velocemente sostituito dal pupillo Di Gregorio. Anche Petagna non ha reso per quanto pagato, 10 milioni circa, e oggi mandato in prestito al Cagliari. Insomma non è tutto oro quello che luccica, ma senz'altro in questi due anni ha dimostrato di saper valorizzare il materiale umano con cui lavorava. Vedremo se riuscirà a farlo anche a Firenze.

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