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Addio a Jorge Griffa, il “pazzo” che costrinse Batistuta a giocare a calcio

Addio a Jorge Griffa, il “pazzo” che costrinse Batistuta a giocare a calcio - immagine 1
"Vedo questo ragazzone che ha una potenza assurda. È fortissimo anche di testa, è uno che spacca il pallone, ma che nemmeno sa dove andare. Non ha nulla del calciatore, ma sento che in lui c'è un qualcosa di speciale"

Ci sono difensori che hanno fatto la storia del calcio in campo, come Franz Beckenbauer, e difensori che invece la storia l'hanno fatta indirettamente, dopo la carriera, come Jorge Bernardo Griffa Monferroni. Il fatto che la morte del primo il 7 gennaio abbia fatto notizia urbi et orbi e quella del secondo 8 giorni dopo no, la dice lunga su quale sia il merito che rimane più impresso. Ma gli annali di questo sport devono rimanere grati tanto al Kaiser quanto al "Maestro", come veniva chiamato Griffa.

BUON CALCIATORE, ONESTO ALLENATORE

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E questo non tanto, dicevamo, per quello che ha fatto sul campo, per quanto di assoluto rilievo: difensore e bandiera di Newell's Old Boys e Atletico Madrid nella seconda metà degli anni Cinquanta e in tutti gli anni Sessanta, quando era difficilissimo vedere difensori sudamericani in Europa, ha vinto quelle che oggi chiamiamo Liga (1) Copa del Rey (3) più la defunta Coppa delle Coppe (1) con i Colchoneros e la Coppa America (1) con la Nazionale. Davvero niente male. Quindi, dopo l'ultimo paio di stagioni all'Espanyol, si è ritirato nella sua Rosario, e ha cominciato ad allenare le giovanili del Newell's Old Boys, diventando il mentore di un giovanissimo Marcelo Bielsa. Emblematico il primo incontro tra i due: "Lei è Jorge Griffa, il signore che è tornato dalla Spagna per allenare le giovanili?" "Sì". "Lei è un pazzo". Il che è curioso, se si pensa che alla fine il pazzo per antonomasia sarebbe diventato proprio Bielsa. Con il Loco, negli anni a venire, è nato un sodalizio che ha portato i due a girare l'Argentina in lungo e in largo, Griffa da talent scout, Bielsa, che aveva già smesso a 26 anni di giocare, da allenatore, in cerca di talenti. E mai ricerca è stata più fruttuosa della loro.


BATISTUTA...

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In 10 anni, dal 1982 al 1992, il Newell's ha colmato il divario con River Plate e Boca Juniors, arrivando anche a vincere il campionato nelle ultime due stagioni. Di futuri campioni, Griffa ne ha tirati fuori a frotte, ma quel che ha fatto con Gabriel Omar Batistuta rasenta davvero l'ossessione. Bati, infatti, di giocare a calcio non ne aveva proprio voglia: voleva solo vivere tranquillamente con la sua Irina, che aveva già eletto donna della sua vita. Qualche calcio lo dava nel Platense, ma notarlo era difficile. Non per Griffa: "Vedo questo ragazzone che ha una potenza assurda. È fortissimo anche di testa, è uno che spacca il pallone, ma che nemmeno sa dove andare. Non ha nulla del calciatore, ma sento che in lui c'è un qualcosa di speciale". Bingo. Batistuta però faceva resistenza, è rimasto addirittura a Reconquista oltre le sue prime ferie, Griffa lo ha dovuto prendere di peso e costringere - l'ex attaccante in passato ha parlato proprio di "costrizione" - a tornare a Rosario. Al Newell's non è andata benissimo, Bielsa faceva altre scelte e faceva bene, perché il talento del Rey León non era ancora esploso, ma Bati nel frattempo si era innamorato del pallone e la sua carriera non ci ha messo molto a deflagrare in tutta la sua maestosità prima al Boca Juniors, con un altro "Maestro" come Oscar Washington Tabarez che lo ha disegnato centravanti, e poi alla Fiorentina.

... E TUTTI GLI ALTRI

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Non ci rimane che tracciare un elenco, sicuramente fallace, sicuramente riduttivo, di tutti i calciatori che devono a Jorge Griffa (scout anche del Boca Juniors dopo gli anni al Newell's) la loro fama e la loro carriera, in ordine sparso come sparsi per l'Argentina sono i successi del Maestro del talento: Ever Banega, Nicolas Burdisso, Gabriel Heinze, Carlos Tevez, Ricardo Giusti, Americo Gallego, Jorge Valdano, Fernando Gago, Nestor Sensini, Mauricio Pochettino. Che dire... Grazie.

Ha collaborato Niccolò Meoni

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