Sul logo del Pafos FC campeggia il volto di una persona. Si tratta di Evagoras Pallikarides, nato nel 1938, già alle superiori dimostra di poter aver un ruolo molto importante nella storia del suo paese. Nella sua vita è stato un guerrigliero e poeta cipriota, che dal 1955 al 1959, come membro dell'organizzazione paramilitare EOKA, prese parte alla campagna contro il dominio britannico a Cipro. Già nel logo dell'AEP Pafos però era presenta il suo volto, squadra che unitasi all'AEK Kouklion ha dato vita alla società che la Fiorentina dovrà affrontare proprio questa sera al Franchi nel match di Conference League.


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Pafos, ecco di chi è il volto sullo stemma del club
Ma chi era questo personaggio?
—Evagoras Pallikarides, all'età di 15 anni, partecipo al boicottaggio della sua scuola nei confronti dell'incoronazione della regina Elisabetta II, abbattendo la bandiera britannica. Tant'è che, nelle settimane successiva, continuò la sua resistenza insieme ad altri compagni di scuola, rimuovendo tutte le bandiere dalla città. All'età di 17 anni si unisce organizzazione paramilitare EOKA. Nel novembre del 1955 fuggì, dopo per aver aggredito delle guardie che stavano picchiando un suo amico, che era stato arrestato perché secondo le autorità aveva rimosso alcune bandiere. Fu arrestato qualche ora dopo e mandato a processo in tribunale, ma sapendo di finire nei campi di prigionia fuggì tra le montagne. Nel frattempo fu messa una taglia di 5.000 sterline sulla sua testa e, nel 18 dicembre del 1956, fu arrestato perché fu sorpreso con un'arma da fuoco carica su un asino. La polizia aveva riferito privatamente che aveva ucciso un uomo, considerato un collaboratore britannico da parte dell'EOKA, appunto. Anche se non c'erano prove che fosse stato lui. Durante il suo processo, Pallikadires non negò di essere in possesso dell'arma. Disse di aver fatto ciò che doveva fare per essere un greco-cipriota in cerca della sua libertà. Così, fu condannato a morte per impiccagione, per possesso di armi da fuoco, il 27 febbraio 1957. Meno di un mese dopo, il 14 marzo, all'età di 19 anni, fu impiccato. La legittimità della sua impiccagione fu messa in discussione molto tempo dopo, anche perché, dopo quando accaduto, erano stati pubblicati dei volantini di propaganda con una descrizione inventata di come avesse ucciso un traditore. La verità si scoprì alla luce del fatto che l'arma detenuta da Pallikadires, in quel momento, non era funzionante. Da quel giorno, nella Repubblica di Cipro è considerato un eroe nazionale.
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