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Il caso

Qatar 2022, il comitato: “Gay benvenuti, ma niente effusioni in pubblico”

DOHA, QATAR - DECEMBER 05: Nasser Al Khater, Assistant Secretary General, Tournament Operations Supreme Committee for Delivery & Legacy speaks with a delegate on day two of the Soccerex Asia on December 5, 2016 in Doha, Qatar. (Photo by Barrington Coombs/Getty Images)

Il presidente del Comitato organizzatore, Nasser Al Khater: "Il nostro è un Paese conservatore, le dimostrazioni pubbliche d’affetto sono disapprovate

Redazione VN

Benvenuti, ma non esageriamo. Dopo le dichiarazioni del calciatore australiano, Josh Cavallo, che qualche settimana fa ha fatto coming out dichiarando che avrebbe “paura” a giocare il Mondiale in Qatar perché nel Paese arabo l’omosessualità è illegale e punibile fino a tre anni di carcere, il presidente del comitato organizzatore del Mondiale in Qatar, Nasser Al Khater, ha detto alla Cnn che “Josh Cavallo sarebbe il benvenuto qui in Qatar, nessuno qui si sente minacciato. Il Qatar è come qualsiasi altra società di questo mondo. Tutti sono benvenuti. Ma le dimostrazioni pubbliche d’affetto sono disapprovate, questo vale su tutta la linea”.

In una intervista alla Cnn con al centro la discussione i diritti civili, Al Khater ha aggiunto: “L’idea che le persone non si sentano al sicuro qui non è vero, lo ripeto tutti sono i benvenuti e si sentiranno al sicuro qui. Il Qatar è un Paese accogliente e ospitale”. Con una precisazione: “Il Qatar e le regioni limitrofe sono molto conservatori, noi chiediamo ai tifosi di rispettare questo. E siamo sicuri che lo faranno. Rispettiamo le culture diverse e ci aspettiamo che le altre culture rispettino la nostra”. (Gazzetta.it)

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