Ecco come è stato cambiato il Fair Play finanziario

Ecco come è stato cambiato il Fair Play finanziario

La Fiorentina di Rocco Commisso è in difficoltà per il Fair Play Finanziario. Ecco i correttivi messi in campo dall’Uefa

di Redazione VN
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Ieri pomeriggio al Pentasport Rocco Commisso ha parlato anche di una limitazione per la Fiorentina dettata dal Fair Play finanziario. Facciamo un po’ di chiarezza riprendendo quello che ha scritto Il Sole24 ore a fine giugno.

Intanto l’Europa del calcio si è mossa tramite una commissione che si occupa del fair play finanziario e un Emergency working group composto oltre che dalla Uefa, dall’Eca, l’associazione dei club, dalla rappresentanza delle Leghe calcistiche e da Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori  che ha individuato un set di soluzioni che sono state poi approvate dal comitato Esecutivo della Uefa. Michele Uva intervenendo su Radio 24 ha spiegato che “il Financial fair play non viene né cancellato né sospeso, ma abbiamo trovato due o tre correttivi che vengano incontro alle esigenze della sostenibilità del sistema intero”.

I correttivi

Il bilancio relativo alla stagione 2019-20 verrà cumulato e andrà a fare media con quello relativo alla prossima stagione 2020-21. Nel prossimo autunno per le squadre che si qualificheranno alle coppe europee il monitoraggio riguarderà solo i bilanci chiusi negli anni 2018 e 2019. Invece per le squadre che si qualificheranno alle Coppe europee nel 2021/22 il monitoraggio ai fini della break even rule, che ammette uno sforamento massimo di deficit pari a 30 milioni, nell’autunno del 2021, riguarderà quattro anni, dalla stagione conclusa al 30 giugno 2018 a quella che terminerà il 30 giugno 2021. Tuttavia i bilanci al 30 giugno 2020 e al 30 giugno 2021 varranno per uno, quindi nel calcolo di ricavi, costi e perdite si farà la media delle due annualità.

Questa novità è stata introdotta per tenere conto del fatto che i ricavi nella stagione 2020/21 – che di fatto è iniziata il 1° luglio 2020 – saranno senz’altro più alti per quasi tutte le squadre. Ci potrebbe essere per assurdo un club che nella prossima stagione vinca due volte lo scudetto oppure la Champions. Alcuni titoli nazionali e sicuramente le coppe europee verranno assegnati nella stessa stagione e ricadranno nella competenza dello stesso bilancio (1° luglio 2020-30 giugno 2021). La media dei due rendiconti, d’altro canto, potrà frenare la tentazione di commettere qualche abuso.

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  1. Paolo - 1 mese fa

    A me sembra che tutto questo faccia sì (come sempre) che non cambi mai nulla nel mondo del calcio e che si cerchi (come al solito) di avvantaggiare sempre le stesse squadre (quelle più blasonate), non permettendo così a nessun’altra squadra che vorrebbe riemergere di avvicinarsi neppure un po’ ai fatturati faraonici di quelle squadre lì.

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  2. Violaceo - 1 mese fa

    Praticamente non è cambiato nulla

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  3. biancorossoviola - 1 mese fa

    Ridicoli. Chi ha i soldi li metta, chi non li ha stia attento a come spende. Se una squadra ha la solidità finanziaria di immettere ogni anno nuovo capitale per ripianare le eventuali perdite della stagione, perché dovrebbe sottostare alla regoletta stupida del deficit di bilancio di 30 milioni in tre anni? quello che conta è prima di tutto l’equilibrio patrimoniale. Il Fair Play Finanziario ha fallito, è inutile, anzi dannoso perché ha cristallizzato i valori in campo accentuandoli ulteriormente. Nuove squadre non si potranno mai affacciare alla ribalta perché saranno frenate da queste regole.

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  4. Labaroviola72 - 1 mese fa

    Abolite questa oscenita’.

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