C'è malumore per il possibile commissariamento di Malagò. E sul nuovo presidente ci sono due fronti, la Fiorentina...

Cosa succederà nella Lega Serie A dopo le dimissioni di Tavecchio? Se lo chiede La Gazzetta dello Sport, che illustra la situazione. I club si erano dati la scadenza del 30 novembre per eleggere il nuovo presidente e amministratore delegato della Serie A, ma adesso sono in posizione d’attesa. E non guardano di buon occhio alle mosse di Malagò e alle pressioni della politica: un commissariamento della Federazione verrebbe visto come un’ingerenza e un attentato all’autonomia del calcio. «Vogliono sfilarci il pallone», mormora un dirigente. In calendario c’è un’assemblea convocata per lunedì: all’ordine del giorno, oltre al bando domestico dei diritti tv, c’è il «processo di selezione dell’amministratore delegato». Nessuna traccia del rinnovo delle cariche interne.

Lega Serie A

Quanto al presidente non c’è ancora convergenza sul profilo. Il fattore-Lotito è una mina per gli equilibri di Lega. Il patron della Lazio vorrebbe suggerire il nome del presidente e tenere per sé una poltrona di consigliere federale e magari anche di consigliere di Lega. Ci sono club quali Roma, Fiorentina, Inter che spingono per un distacco e si chiedono: è opportuno che a rappresentare la Lega nella ricostruzione del calcio italiano ci sia chi è stato corresponsabile del fallimento di questi anni? Il fronte lotitiano, sebbene meno forte del passato, ha ancora la possibilità di esercitare un blocco. Insomma, l’impasse è tutt’altro che superata.

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