Leonardo Semplici, la Fiorentina potrebbe pensarci: tra camicie, Novecento e cambi di stanza

Leonardo Semplici, la Fiorentina potrebbe pensarci: tra camicie, Novecento e cambi di stanza

L’allenatore della Spal è stato accostato alla panchina viola, lui che ha già allenato la Primavera dal 2011 al 2014

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

È probabilmente la mattinata giusta per raccontarlo. Ieri sera, dopo la vittoria sul Cesena, la Spal è prima in Serie B e lui, che la sta guidando, sogna. La promozione, la massima divisione e probabilmente, la panchina viola. Perché in tutto questo parlare del nuovo allenatore viola, un pensierino ce lo ha sicuramente fatto. Leonardo Semplici è un tifoso della Fiorentina, di mestiere fa l’allenatore e, dopo aver guidato le giovanili gigliate dal 2011 al 2014, è tornato nel calcio professionistico, quello che aveva lasciato dopo la gloriosa avventura con il Figline e le annate ad Arezzo ed a Pisa. Si è trasferito a Ferrara, dove ha centrato la promozione in Serie B, prima di stupire tutti in questa stagione.

Ne ha visti passare tanti nel settore giovanile: Bernardeschi, Lezzerini, Capezzi, Piccini, Camporese, Iemmello e Seferovic, sono alcuni dei ragazzi che Semplici ha allenato durante l’esperienza nel vivaio viola. Potrebbe ritrovarne qualcuno se dovesse ritornare alla Fiorentina, un sogno che per ora rimane nel cassetto. Da giocatore ha girato la Toscana, vestendo le maglie di Lucchese, Cecina, Sangimignano, Poggibonsi e Grosseto, con una parentesi sarda al Sordo: la svolta è arrivata sicuramente con la carriera da allenatore, quella che può regalargli molte soddisfazioni, soprattutto con la Spal, dove sembra aver trovato il palcoscenico adatto per consacrarsi. Il miracolo Figline è lontano, ma se dovesse arrivare il doppio salto di categoria sarebbe probabilmente una scalata indimenticabile.

Appassionato di storia, soprattutto del Novecento, ha due figli, uno dei quali gioca in una squadra fiorentina. Schietto, disponibile al confronto, abile comunicatore e capace di mantenere la tranquillità all’interno dello spogliatoio: il modulo non è costante perché, per esempio, nella sua avventura alla Spal ha iniziato con una difesa a quattro per passare in questa stagione ad una a tre, con una squadra che è determinata ad arrivare in Serie A e con la quale ha già collezionato oltre cento panchine, come celebrato dalla curva: “Uomo vero e grande condottiero, 100 volte grazie mister”. Si è anche vestito da professore, alcune settimane fa, in occasione di un corso di aggiornamento Uefa B per allenatori, in quell’occasione toscani, della sua terra, che si riflette nel suo accento e nel suo modo di essere. La Fiorentina, al momento, rimane un sogno, che forse intravede da lontano grazie alla sua esperienza alla Spal, dove sta dimostrando che un giorno potrà sedersi sulla panchina viola.

Veste elegante da qualche anno, dopo che fu Eduardo Macià a fargli ramanzina, come ha raccontato l’allenatore a GianlucaDiMarzio.com: “Quel giorno caldissimo di inizio luglio lui mi chiamò al centro sportivo per conoscere Montella. Andai con una maglietta, dopo pranzo mi fece salire in sede per firmare il contratto. E non me le mandò a dire: Prossima volta, Semplici, almeno una camicia, bacchettò”.

Un agente di commercio, questo sarebbe diventato se non avesse intrapreso una carriera nel mondo del calcio, poiché fino a trentatrè anni alternava il lavoro ed il campo, facendo il rappresentante di prodotti di pelletteria – con il padre che aveva una ditta di pellami – e giocando a calcio: quando il Grosseto lo chiamò, scelse di dedicarsi solamente al pallone. Un mestiere che lo ha aiutato dal punto di vista caratteriale, che forse avrebbe potuto continuare viste le sue previsioni sulla carriera da allenatore, per la quale pensava di non essere portato, di poter andar bene solo per le giovanili.

Cambia spesso le coppie nelle stanze in ritiro, così come le formazioni a tavola, che deve essere quadrata, affinchè tutti si possano guardare in faccia. Gli idoli sono Cosmi, Sorbi, Braglia ed Indiani, con un po’ di rimpianto per gli anni da calciatore ed una promessa, quella di imparare l’inglese, come gli consigliava proprio Macià.

Leonardo Semplici e la Fiorentina, la squadra del suo cuore che, in questa fase di valutazioni, potrebbe pensare a lui per la panchina: d’altronde un po’ si conoscono già.

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  1. iNicco - 2 anni fa

    Personalmente, auguro a Semplici di portare la SPAL in serie A (sono sempre a favore di una serie A di provincia, a differenza dei tanti che da un lato vogliono un campionato di ‘grandi’ e poi dall’altro si lamentano che vincono sempre le stesse…). Come dicevo, auguro a Semplici di portare la SPAL in serie A e di rimanerci, perché è quello che mi aspetterei da un allenatore e da un uomo come lui. Ci sarà tempo perché venga alla Fiorentina, se la società lo vorrà. Inoltre sarebbe troppo facile. Se la Fiorentina ci credeva in lui, poteva dargli fiducia prima. Lo vogliamo prendere il prossimo anno, per poi criticarlo alla prima sconfitta, dicendo che non era pronto, bla bla bla. Ci conosciamo abbastanza, non prendiamoci in giro.

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  2. Barsine - 2 anni fa

    sinceramente questo sarebbe un gran bel colpo anche dal punto di vista della comunicazione. Uscire dallo star system del Sousaemosionale e tornare ad avere un allenatore che fa il suo mestiere. Trovare una persona che pensa che allenare la Fiorentina sia un traguardo incredibile. Trovare una persona che comunque ha dimostrato nel suo piccolo di saper dare un gioco alla squadra che allena e che comunque non è molto diverso dai vari Montella, Inzaghi … quando sono arrivati ad allenare in Serie A dal punto di vista dell’esperienza. Un messaggio positivo in un’annata in cui non ci sarebbe l’Europa e che permetterebbe al mister di fare tantissimo dal punto di vista tattico, cosa su cui ormai grazie alle emosioni portuguesi siamo regrediti in maniera pazzesca!

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  3. Giambo - 2 anni fa

    Personalmente lo riterrei un azzardo. Non discuto l’allenatore, ma il salto di categoria. Passare dalla serie B alla serie A non è facile e ci vuole un periodo di adattamento. L’esempio più lampante è Juric, capace l’anno scorso di centrare la promozione con il Crotone, partendo da outsider e quest’anno esonerato a metà stagione dal Genoa. Siamo sicuri che Semplici sia già capace di allenare bene una squadra di seria A? Gli esempi di allenatori senza esperienza che sono durati pochi mesi si sprecano: Ferrara, Inzaghi, Brocchi, il già citato Juric… Lasciamoli fare le sue esperienze e se tra 2-3 anni sarà pronto allora se ne potrebbe parlare.

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    1. ml14 - 2 anni fa

      Sarri quando è arrivato in A con l’Empoli tanto male non ha fatto…

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  4. ida - 2 anni fa

    Dotato di modestia ma anche persona decisa e con le idee chiare. A Ferrara sta confermando di essere un ottimo allenatore e la gavetta che ha alle spalle gli giova moltissimo. La sua squadra non è costituita da uomini da alta classifica, ma è riuscito a formare il gruppo e a dotarlo di un gioco efficace e brillante. Io mi auguro che la SPAL vada in serie A e che Leonardo Semplici l’anno prossimo alleni nella sua città natale.

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  5. augustosandol_541 - 2 anni fa

    Speriamo sia Lui il nuovo allenatore viola!

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