Ferrara scrive: “Udine per noi? Tre gol di Batistuta e la corsa di Malesani”

Ferrara scrive: “Udine per noi? Tre gol di Batistuta e la corsa di Malesani”

In memoria dei tanti Udinese-Fiorentina, uno su tutti ha segnato i cuori dei tifosi viola

di Redazione VN

Su le pagine de La Repubblica di questa mattina possiamo leggere Benedetto Ferrara che ripercorre indietro negli anni cosa è Udinese-Fiorentina per un tifoso viola, tra i ricordi passati, la tripletta di Batistuta e la corsa dell’ex Malesani. Qui sotto vi riportiamo un incipit dell’articolo:

“In fondo è quasi un sogno. La prima partita della stagione, uno stadio lontano, l’estate agli sgoccioli, il tempo che è quasi finito e tu che in fondo ti prendi anche quel 2-2, perché l’Udinese non è uno scherzo, e per come si erano messe le cose, alla fine può andare bene così. Invece no, perché i sogni non finiscono mai con un pari, soprattutto se nel tuo inconscio e sul campo corre un ragazzo che si chiama Gabriel Omar Batistuta. Ha già segnato due gol, è in forma ed è è già entrato nella testa del suo nuovo allenatore: si chiama Alberto Malesani, ha 43 anni, e non ha una lunga storia di calcio alle spalle, anche se quel poco che ha fatto col Chievo in B lo ha spinto sotto i riflettori. Era impiegato in un’azienda fotografica, ma il pallone era il suo tarlo. Così come il calcio di Arrigo Sacchi, quello che ha segnato l’ultima rivoluzione italiana: la matematica del gioco, perché niente è un caso, perché tutto è figlio di un disegno studiato prima a tavolino e poi memorizzato sul campo di allenamento. Malesani ha passato l’estate a sistemare i birilli sul campo. I movimenti, il recupero palla, il pressing, per tutto esiste una mappa, anche perché questo esige lo spettacolo: aumenta il divertimento, e aumentano anche i rischi. Malesani è il dopo Ranieri.
(…) Vittorio Cecchi Gori adesso vuole scommettere su un giovane, e Malesani è l’uomo giusto.
L’idea di Malesani è semplice: la Fiorentina, ovunque andrà, cancellerà le sue paure ataviche da trasferta e se la giocherà sempre a viso aperto. È la rivoluzione, appunto. E Firenze aspetta, curiosa come sempre e pronta a legare il suo cuore al nuovo che avanza. Il 3-4-3 è il verbo di Alberto Malesani, il resto è entusiasmo e voglia di stupire…

L’ARTICOLO INTEGRALE SULL’EDIZIONE FIORENTINA DI REPUBBLICA

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