Termina l’era Della Valle, 17 anni intensi tra alti e bassi

Il punto sugli anni di proprietà Della Valle

di Redazione VN

I fratelli Della Valle e Firenze negli ultimi 17 anni sono stati legati da un filo sottile, un rapporto altalenante ma sicuramente pieno di emozioni. Diciassette anni ma nessun titolo, almeno con la prima squadra maschile. La loro discesa a Firenze da salvatori è nella memoria di tutti, ma anno dopo anno il rapporto si è tristemente tramuto in un incubo, come riporta Alessandro Rialti su il Corriere dello Sport-Stadio. Con la piazza si lasciano molto male, c’è chi vorrebbe accogliere Commisso suonando le campane, come per la liberazione. Tutto è nato dal fallimento viola che ha portato l’allora sindaco Leonardo Domenici e l’assessore allo sport Eugenio Giani prima a costituire la società Florentia Viola e poi, ottenuta l’iscrizione al campionato di C2, alla cessione del club. Arrivarono i Della Valle e fu subito amore, i successi veri in C2 con il bomber Christian Riganò poi la B con Mondonico e lo spareggio con il Perugia e finalmente la Serie A. Poi il caso Calciopoli, Diego dice di voler cambiare il calcio ma finisce isolato. Condannato, con la Fiorentina vive l’attimo di maggiore vicinanza con la città. Sempre con Prandelli e Corvino arriva addirittura in Champions League, fino agli ottavi di finale avvelenati dal gol in fuorigioco del Bayern Monaco con conseguente eliminazione, ma di trofei alla Sala delle Coppe non ce ne saranno.

Poi venne il tempo di Vincenzo Montella e dei sogni, con l’arrivo di Giuseppe Rossi e Mario Gomez che in qualche modo riuscirono a mettere da parte le ostilità. Arrivò la finale di Coppa Italia, ma Diego si arrabbia di nuovo e con un semplice comunicato esonera pure Montella e da qui inizia la politica a zero euro e la rottura si fa insanabile almeno con gli ultrà. E‘ il tempo di Paulo Sousa che per qualche mese ha accarezzato la possibilità di lottare davvero per la Champions, per la vetta, col primo posto in classifica di ottobre e il titolo di campione d’inverno sfumato solo all’ultima curva. I tifosi e Sousa sperano inutilmente in un intervento sul mercato di Diego che avrebbe dovuto accendere la squadra.  Subito dopo è arrivato Pioli, il tecnico sposa la linea societaria che prevede il massiccio utilizzo di giovani. Una stagione grigia e poi la scomparsa, di Davide Astori, il Capitano.
I tifosi hanno sempre chiesto un incontro chiarificatore, era un’occasione importante ma di appuntamenti non ne sono seguiti mai. Scavando una distanza che a questo punto si è fatta incolmabile. La rottura con Pioli e l’arrivo di Montella ci portano al recente sfortunato finale di stagione che è ancora vivido nella memoria dei tifosi viola.

 

 

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  1. epicuro - 1 anno fa

    Grazie. Ci avete provato all’inizio e con buoni risultati.
    Poi Corvino e circostanze vi hanno fregato.
    Un po’ più di comunicazione e un po’ meno supponenza
    sarebbero state gradite dai tifosi e,forse, non si sarebbe
    arrivati a questo triste finale.

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