Ricostruzione di un fuoriclasse: Rossi, 90 minuti che valgono

Ricostruzione di un fuoriclasse: Rossi, 90 minuti che valgono

L’articolo di Giuseppe Calabrese su La Repubblica di oggi

di Redazione VN

Cinquecento giorni dopo ancora Rossi. Un gol che riporta indietro il tempo, non cancella niente ma rimette a posto un po’ di cose. Ma più di quella rete sbucata fuori quando la partita con il Belenenses era già finita, a Pepito sono serviti i novanta minuti di gioco: «Valgono più del gol – ha detto alla fine – e di questo ringrazio Sousa ».
È un tipo di poche parole Rossi, ma il suo talento è merce preziosa e va custodito con cura. Il tecnico lo sa e per questo non forza mai. Lo ha fatto giocare solo quando è stato possibile e solo per un tempo necessario.
Secondo quanto scrive Giuseppe Calabrese su La Repubblica di oggi, il legame tra lui e la Fiorentina è forte, solido. Il nuovo contratto lo dimostra. E un’ulteriore conferma è giunta ieri quando il suo procuratore, Andrea Pastorello, ha ribadito: «Giuseppe vorrebbe restare a Firenze a lungo. Con lui la squadra può fare benissimo ». Ne sono convinti anche società e allenatore, ma dopo quasi due anni senza pallone il rientro deve essere graduale. Sousa lo ripete in continuazione: «Ci vuole tempo e pazienza, ma tutti insieme possiamo aiutarlo a tornare quello che era». A Lisbona ha corso e si è battuto, ha preso anche qualche botta a dimostrazione che la testa funziona e non c’è paura. Ma gli manca ancora il guizzo, quella intuizione che solo i campioni hanno. Un paio di volte ci ha provato, però le gambe non girano come dovrebbero. Solo questione di tempo, dice Sousa. E, nel frattempo, lavora per dargli continuità, per allungare i minuti, per ritrovare il suo calcio.
Durante il volo che ha portato la Fiorentina a Lisbona Rossi è rimasto da solo, disteso sulle poltroncine dell’aereo con le cuffie sulla testa. Concentrazione. Anche giovedì, quando la squadra è entrata nello stadio del Belenenses, Pepito era isolato dentro il suo mondo. Occhi fissi alla ricerca di un po’ di tranquillità interiore. Una scommessa da vincere: «Dedico il gol alla mia famiglia» ha detto. […]

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