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Corriere Fiorentino

Pochi cambi e pochi marcatori: rosa da migliorare se l’obiettivo è l’Europa

Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images

Anche a Torino sono state confermate le lacune che non consentono l'ultimo salto in classifica

Redazione VN

"Quello che non ho": è il titolo dell'analisi del Corriere Fiorentino sul percorso effettuato fin qui dalla Fiorentina in campionato. Il calendario, si legge, ha dimostrato quanto il gap da colmare rispetto alle famose sette sorelle sia in realtà più ampio di quanto dica la classifica. E non sono solo le cinque sconfitte su sei scontri diretti a dirlo.

La Fiorentina infatti ha subìto ben 5 gol sui 14 totali nell’ultimo quarto d’ora di partita e più in generale, nei secondi tempi, ne ha presi addirittura 11. Traduzione: Vlahovic e compagni partono forte ma, alla lunga, calano. Una tendenza ancora più evidente nei famosi scontri diretti. Tutte e cinque le sconfitte infatti (contro Roma, Inter, Napoli, Lazio e Juventus) sono maturate nella ripresa e in due casi (contro i nerazzurri e contro Oshimen e soci) addirittura dopo essere passati in vantaggio. Come se per colmare il gap tecnico la Fiorentina fosse costretta (si torna sempre lì) ad alzare troppo i giri del proprio motore, salvo poi pagare il conto alla distanza.

Ci sono, però, anche difetti sui quali Italiano può far poco. Il riferimento è alle alternative. Basta pensare che fino ad oggi i viola dai subentrati hanno avuto soltanto un gol (Saponara a Genova) e i due assist di Odriozola e Callejon nel 3-0 sullo Spezia. Non a caso, quando è passata in svantaggio, la Fiorentina ha sempre perso. Gli stessi esterni offensivi, in termini di reti, stanno dando pochissimo: Gonzalez, Sottil, Callejon e Saponara hanno segnato la metà dei gol (4) di quelli (8) fatti dal solo Vlahovic.

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