Modello Sousa: dieci regole per il successo

Modello Sousa: dieci regole per il successo

Il portiere avrà un ruolo speciale. Sousa lo vuole alla Neuer, cioè dentro la partita. E su Rossi…

di Redazione VN

Più di un’ora e mezzo insieme ai tifosi. A giocare a biliardino. A firmare autografi. A farsi fotografare abbracciando dei bambini. «La nostra società ha meno possibilità economiche rispetto ad altri club. Abbiamo bisogno del valore aggiunto di Firenze». Paulo Sousa ha già vinto la sua prima, delicata, partita: far dimenticare Montella. Ci è riuscito usando armi quasi sconosciute al suo predecessore: sorrisi e disponibilità. Ieri mentre si allontanava dal Viola Village ha detto a centinaia di sostenitori che lo ascoltavano incantati: «Mi auguro che insieme faremo il gol più bello della nostra vita». Un «colpo» da vero maestro della comunicazione.

PAROLE CHIAVE Il Sousa-pensiero poggia su queste parole chiave: ambizione, coraggio, intelligenza e velocità di pensiero. (…). Vorrebbe che fosse Rossi a decidere quando uscire dal campo, quando alzare il piede dall’acceleratore. Anche se Sousa lo monitora passo per passo. Il portoghese è un maniaco della tecnologia. Pc, tablet, telecamere speciali. Il materiale che raccoglie finisce dentro un database che il portoghese analizza in continuazione. E’ anche collegato con un sito meteo che studia quando deve decidere l’orario per la seduta pomeridiana. Il nuovo allenatore viola non ama lavorare sotto la pioggia battente. Tecnologia e sensazioni. Sousa si è innamorato del giovane Diakhatè, scoperto da un osservatore viola quando tredicenne palleggiava da solo in una piazza di Firenze. Lo porterà nella tournee americana. Ricorda Pogba. Tanta roba. E potrebbe ripescare tre giocatori bocciati da Montella, cioè: Roncaglia, Bakic e Rebic.

CAMALEONTE Dal punto di vista tattico la Fiorentina sarà una squadra camaleonte. E il portiere avrà un ruolo speciale. Sousa lo vuole alla Neuer, cioè dentro la partita. Non a caso quando indica i moduli preferiti li declina così: 1-4-3-3 o 1-3-4-2-1. Con l’uno ben messo in chiaro, nonostante nella prassi lo si escluda. Cioè, il portiere è parte integrante della squadra. In allenamento Tatarusanu e compagni lavorano con i piedi quanto con le mani. La Fiorentina resterà una squadra dal gol facile. Il tecnico portoghese ha chiesto alla società quattro attaccanti forti. E due centrocampisti importanti. Se ci fosse in giro un Paulo Sousa lui lo andrebbe a prendere di corsa.

 

Luca Calamai – La Gazzetta dello Sport

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