Il personaggio Ribery: dalla cicatrice alle polemiche, passando per la conversione all’Islam

Il personaggio Ribery: dalla cicatrice alle polemiche, passando per la conversione all’Islam

Il ritratto

di Redazione VN

Su La Gazzetta dello Sport si raccontano alcuni aneddoti della vita e della carriera di Franck Ribery. Cresciuto nei quartieri poveri di Boulogne-Sur-Mer, a soli due anni è rimasto sfigurato in un incidente autostradale. Con il calcio si è forgiato, tenendo testa anche al velenoso soprannome «Scarface», affibbiatogli per le vistose cicatrici. Prima del Bayern si fece un nome tra Galatasaray e Marsiglia, squadre dall’anima popolare come la sua. Da nuovo idolo delle folle va ai Mondiali del 2006, Zidane lo designa come erede, ma Ribery brucia il credito in un paio d’anni, finendo a letto con una prostituta, a sua insaputa minorenne.

Scagionato dopo essere stato messo sotto inchiesta, in Francia è finito sul patibolo, anche come capobanda dello sciopero inscenato al Mondiale 2010, apice delle tensioni interne allo spogliatoio transalpino. Ribery pagò anche la conversione alla fede islamica. Nel 2013 torna in Nazionale con Deschamps e vince tutto, ma non il Pallone d’Oro, andato a Ronaldo. A questa amarezza si aggiunge poi quella di dover saltare il Mondiale 2014 per infortunio.

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  1. iG - 4 mesi fa

    oddio….tanto normale questo non mi SEMBRA
    speriamo che sia MATURATO ehehhehehe

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    1. il gozzi - 4 mesi fa

      Da “non tanto normale ha vinto tutto” pensa se era normale cosa poteva fare….

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      1. gioca7_5567849 - 4 mesi fa

        Magari da normale un vinceva nulla

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    2. 29agosto1926 - 4 mesi fa

      Te, di gente che non è normale te ne intendi parecchio, ci vivi tutti i giorni insieme in istituto.

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