Iachini ritorna al Franchi: il mediano mai dimenticato dai viola

Domenica Iachini sarà sulla panchina del Sassuolo per sfidare la Fiorentina di Pioli e una parte del suo passato

di Redazione VN

Vi proponiamo un estratto dell’articolo di Benedetto Ferrara su Repubblica. Si parla di Giuseppe Iachini, ex viola, da poco sulla panchina del Sasuolo:

“Non picchia più, ma urlare di sicuro urla parecchio. Beppe Iachini, il tecnico col cappellino da baseball incollato in testa, ha esordito con una vittoria alla sua prima sulla panchina del Sassuolo. Aveva davanti il Bari, e ha strappato il passaggio agli ottavi di Coppa al novantatreesimo. Un gol di Politano, ex obiettivo di mercato della Fiorentina, e il ghiaccio si è rotto. Per lui domenica ci sarà il Franchi, lo stadio che lo ha amato di più. E ci sarà Stefano Pioli, col quale aveva giocato nel Verona prima di partire per Firenze. Era l’ 89, crollava il muro di Berlino e la Juve dava il suo anticipo ( via Verona, appunto), per l’acquisto di Roberto Baggio.

È passata una vita, e i due nel frattempo hanno tirato su le loro carriere di allenatori tra molta provincia e qualche lampo vincente. Pioli ha fatto soprattutto bene un anno alla Lazio, Iachini (fermo da un anno dopo l’esonero a Udine) ha lasciato un bel ricordo ai tifosi del Chievo, quelli che fece far festa con la promozione in A nel 2008. C’è da giurare che domenica la Fiesole tornerà a cantare quel coro che faceva sussultare il Franchi nei suoi giorni più felici. « Picchia per noi Beppe Iachini » era un must, e raccontava il senso di una passione fatta di arte, di fantasia, ma anche di quelle vite da mediano spese a guardare le caviglia più del pallone. Chi ama il calcio se la vive così: puoi innamorarti di un inventore di sogni, ma anche di chi permette a quell’inventore di fare il suo mestiere. E se, come dice una frase strafatta, dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, è anche vero che dietro ogni numero dieci c’è un numero quattro, o se vogliamo uscire dalla antica numerazione, dietro ogni grande fantasista c’è uno che si fa in quattro per recuperare i palloni che servono a immaginare opere d’arte”.

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