I gioielli viola fanno gola, ma la Fiorentina non ragiona più in termini di plusvalenze

I gioielli viola fanno gola, ma la Fiorentina non ragiona più in termini di plusvalenze

Da Chiesa a Castrovilli, passando per Milenkovic. I gioielli della Fiorentina continuano a essere seguiti (e inseguiti) dai club europei e italiani di livello

di Redazione VN

Da Chiesa a Castrovilli, passando per Milenkovic. I gioielli della Fiorentina continuano a essere seguiti (e inseguiti) dai club europei e italiani di livello. Ma il cambio di passo viola è evidente. Se da una parte, appunto, le offerte continuano ad arrivare – quella degli azulgrana ’chiama’ 45 milioni – dall’altra la proprietà non ragiona in termini di plusvalenze. Il ragionamento – scrive La Nazione – è in base alle opportunità che il mercato propone. Per questo saranno ascoltate tutte le proposte, ma con la tranquillità di chi ha idee chiare e che vanno nell’ottica di un potenziamento della squadra; dopo questo campionato che è e resta, almeno nelle intenzioni, di costruzione per il futuro. Soldi, insomma, eventualmente da reinvestire tutti sul mercato. Su Castrovilli ci sarebbe la Roma, ma l’interesse è sfumato dalla pressione di altri club. abbagliati dalle prestazioni del giovane centrocampista che la Fiorentina non ha certo intenzione di vendere; così come Milenkovic considerato pilastro della difesa di Montella. In futuro bisognerà capire se il Barcellona contnuerà ad insistere, ma il difensore serbo non si muove.

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  1. Johan Ingvarson - 2 mesi fa

    Non è questione di plusvalenze, ma di voglia. Se domani a Milenkovic si prospetta l’opportunità di giocare al Barcellona, e tu Fiorentina gli dici no, con che spirito continuerà a giocare per la Viola? Chiesa non sta insegnando niente? Il problema non è vendere i giocatori forti, il problema è avere già un piano per sostituirli egregiamente una volta venduti (esempio: se cedo Chiesa a giugno, devo avere già ad aprile un’idea di come reinvestire la somma che ricevo per rinforzare la squadra). Club come Atletico Madrid o Borussia Dortmund cedono tutti gli anni un giocatore forte, ma sono sempre lì, a lottare per il titolo, a dimostrazione che è con la programmazione che si arriva in alto, non con i piagnistei “Non ci sono più le bandiere di una volta”.

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    1. Burlamacchi - 2 mesi fa

      Sulla carta hai ragione e concordo in pieno. La programmazione è fondamentale.

      Nella pratica però regge poco. Perchè i club che citi hanno fatturati molto più alti dei nostri, che gli consentono di rimpiazzare adeguatamente i giocatori che vendono. Se l’Atletico vende Griezmann, può permettersi di andare a cercare un top player, noi no.
      Se vendi un Chiesa o un Milenkovic, rimpiazzarli con giocatori di quel livello è difficile e anzi, come visto ai tempi dei Della Valle, si rischia di indebolire progressivamente la squadra. A quel punto preferisco tenermeli. D’altronde i contratticon la Fiorentina non li hanno certo firmati con la pistola puntata.

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      1. Johan Ingvarson - 2 mesi fa

        Milenkovic quando lo prendemmo, valeva 40 milioni? No. Chi conosceva Cuadrado quando lo prendemmo dall’Udinese? Borja Valero? Non dico di sostituire ogni volta il Milenkovic di turno con un pischello di buone speranze, ma esistono ottimi difensori al mondo che costano meno di 40 milioni. Gonzalo Rodriguez lo prendemmo per un niente, quindi si può benissimo cedere un Milenkovic svogliato per 40-45 milioni, usarne 20-25 per sostituirlo egregiamente e il resto per magari coprire un ruolo scoperto.
        Poi con il tempo, se mai rimanessimo in pianta stabile nelle zone alte, puoi anche cedere un Milenkovic a 45 e prendere un altro giocatore a 45, ma per arrivare in alto prima si fa così. Tenere i giocatori controvoglia ti fa solo perdere tempo e soldi.

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