Gazzetta: Pepito is back. E quel feeling con Paulo Sousa

Gazzetta: Pepito is back. E quel feeling con Paulo Sousa

Di qua dal paradiso c’è ancora posto per lui, soprattutto perché non ha mai dubitato. Era il giorno giusto per rimettersi in piedi e dimostrare di non aver paura di …

di Redazione VN

Di qua dal paradiso c’è ancora posto per lui, soprattutto perché non ha mai dubitato. Era il giorno giusto per rimettersi in piedi e dimostrare di non aver paura di rimettersi in gioco, nonostante quel filo di calcio spezzato tante volte. Paulo Sousa ha aspettato il momento, Giuseppe Rossi è entrato in scena e ha colpito. Quando gioca, fa gol. E’ più di una statistica: è la sua vita. Giuseppe non aveva mai giocato nel New Jersey, praticamente casa sua. Mai da quando è professionista. Lo stadio era pieno di amici, parenti e semplici conoscenti, per quanto si possa essere semplici conoscenti in una comunità italoamericana. A capo del tifo c’era Nilde, la madre di Giuseppe, quella che lo ha accompagnato in questo altro difficile ritorno al calcio insieme a Tina, la sorella, e Jenna, la fidanzata. Un cerchio femminile che insieme al resto della famiglia lo ha protetto dai rumori esterni e ne ha mantenuto costante l’umore.

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Paulo Sousa e Giuseppe, raccontano, si sono piaciuti subito: ambiziosi ma pacati, silenziosi ma decisi. E nel New Jersey, Giuseppe ha sentito che sarebbe successo qualcosa. I soliti amici gli avevano detto le solite cose: «Vedrai che fai gol». Previsione non difficile, se gioca Giuseppe segna. Non sempre, ma quasi. Quell’ora passata in panchina alla Red Bull Arena ad aspettare il momento dev’essere stata la più difficile, ma è finita anche quella. «Non cambio strada, perché so dove voglio arrivare», ha detto una volta Giuseppe. Ed è arrivato il momento di entrare in campo, sono arrivati gli applausi di incoraggiamento, poi una punizione da calciare, la mano di un avversario, il rigore che va a tirare senza timore di sbagliare. Le scarpe gialle si muovono svelte sull’erba di casa, la corsa parte lieve, il pallone entra in rete 346 giorni dopo la serata di Malaga, una serata che sembrava giusta per dare una spolverata alle amarezze dell’estate mondiale.

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Alessandra Bocci – Gazzetta dello Sport

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