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Dietro al 5-0: un gruppo diviso fra svincolati e scontenti

Equilibri fragili e interessi diversi nello spogliatoio viola

Redazione VN

Le debolezze sono tante, evidenti o nascoste. La più grave è la mancata condivisione dell’obiettivo: troppi giocatori sono nelle condizioni di ascoltare distrattamente gli appelli dentro e fuori gli spogliatoi, i richiami a concetti sentimentali, le tirate di orecchie, perfino gli insulti. «Tirate fuori gli attributi». Sì, vabbè. Tanto il procuratore sta già lavorando per il prossimo calciomercato e io qua non ci sarò. Infatti in molti si rimettono le cuffie con la musica, salgono in macchina, affrontano l’unica eventuale spiacevolezza di qualche tifoso appostato all’uscita dello stadio e si chiudono in casa evitando — scelta attualmente molto di moda — anche le apparizioni nei soliti ristoranti. E così fino all’allenamento successivo, tanto la stagione finirà e il prossimo campionato della Fiorentina sarà affare di altri, in quale serie si vedrà. Per non colpevolizzare troppo i giocatori — che spesso non brillano per maturità nel comportamento — va ricordato che un equilibrio così fragile è stato creato dalle scelte fatte dalla società.

Perchè molto non torna se la Fiorentina gioca contro la Juve con tre giocatori svincolati (Natali, Montolivo, Amauri), due in comproprietà che difficilmente saranno riscattati perché le cifre sono alte e gli interessati già lo sanno (Cassani e Lazzari), un attaccante fischiato quasi ininterrottamente da un anno e mezzo (Cerci), un esterno alto che da mesi ormai vorrebbe lasciare Firenze (Vargas). Strana coincidenza: non c’erano Jovetic, Behrami e Gamberini, che nelle medie voto stagionali della «Nazione» sono ai primi tre posti, gli unici di tutta la rosa con la sufficienza. Magari non è un caso.

E il capitano che dovrebbe rappresentare un punto fermo o comunque il senso della gerarchia, del rispetto, della fiducia della società, perfino della continuità che si spinge nel futuro? In panchina senza spiegazioni, non per infortunio o problemi fisici di altro tipo nonostante — in altre partite — avesse giocato con le infiltrazioni. Scelte singolari su cui riflettere in momenti di crisi. Soprattutto se la partita finisce 0-5.

Angelo Giorgetti - La Nazione