Boateng a Firenze, decisiva Melissa Satta. Il carattere forte, la lite col fratello e gli ululati del 2013

Decisiva nella scelta di Firenze la moglie, la show-girl Melissa Satta, con la quale il Boateng si è riappacificato dopo la separazione

di Redazione VN

A pagina 8 dell’edizione di oggi, Il Corriere Fiorentino propone un approfondimento su Kevin Prince Boateng (SCHEDA). Il suo arrivo conferma la volontà del club di ricercare calciatori di personalità, che sappiano mettere a disposizione del gruppo carattere ed esperienza. Sotto questo profilo il tedesco naturalizzato ghanese è l’elemento ideale. Decisiva nella scelta di Firenze la moglie, la show-girl Melissa Satta, con la quale il calciatore si è riappacificato dopo la separazione coincisa con il trasferimento al Barcellona. Il riavvicinamento tra i due, sposati dal giugno 2016 dopo la nascita del figlio Maddox-Prince, ha giocato un ruolo determinante nella trattativa impostata da Pradè. Boateng ha anche un altro figlio, Jermain-Prince, nato dal primo matrimonio. Classe ’87, originario di Berlino Ovest, Kevin-Prince cresce in Germania insieme a una sorella e a un fratello consanguinei, soltanto dalla seconda relazione del padre (ex calciatore) nascerà il terzo fratello Jerome diventato presto un pilastro del Bayern Monaco.

Tra i due, per molti anni, Kevin viene considerato il più dotato, ma a ridosso dei mondiali in Sudafrica, in cui Germania e Ghana sono nello stesso girone, si crea un solco a lungo invalicabile. In finale di FA Cup contro il Chelsea, con il Portsmouth, Boateng sbaglia un rigore e poi entra duro su Ballack che s’infortuna. Già nel giro della nazionale tedesca il fratello Jerome non le manda a dire e la reazione di Kevin-Prince non tarda ad arrivare: «Siamo fratelli di sangue — dice alla Bild — invece mi attacca. Da oggi le nostre strade si dividono». La pace arriverà solo qualche anno dopo, ma il carattere forte di Boateng si manifesta anche sotto altre forme. Nel gennaio del 2013, nel corso di un’amichevole contro la Pro-Patria, scaraventa un pallone in tribuna per gli ululati razzisti di una parte del pubblico, un gesto per il quale sarà premiato alle Nazioni Unite nel corso della giornata mondiale contro il razzismo.

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