Un ritiro in sordina e la folta concorrenza: Zurkowski prende la rincorsa

Un ritiro in sordina e la folta concorrenza: Zurkowski prende la rincorsa

Nel laboratorio di Montella c’è spazio anche per il centrocampista polacco, travolto dai recenti arrivi ma al lavoro per lasciare il segno nella prima esperienza lontano dalla Polonia

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Dalla Turchia alla Turchia. Dal ritiro con il Gornik Zabrze, dal quale volò in Italia per sostenere le visite mediche con la Fiorentina, all’amichevole contro il Galatasaray, il primo impegno dove si troverà davanti la mediana pronta all’uso di Vincenzo Montella. Gerarchie da scalare, ma che avrebbe dovuto correre lo sapeva già. «Cosa mi ha stupito degli italiani? Che guidano come pazzi, vanno velocissimo e a me piace»: pronti, via e Szymon Zurkowski aveva capito che Firenze non sarebbe stata una passeggiata. Specialmente se davanti hai due come Milan Badelj ed Erick Pulgar.

Un ritiro in sordina dopo le vacanze a Zante insieme alla sua Klaudia, spremuto da una lunga stagione che lo ha visto protagonista anche nell’Europeo Under-21. In Italia, contro l’Italia, castigata dalla sua Polonia con un risultato che è costato l’eliminazione alla truppa comandata da Di Biagio. «Non l’ho mai visto stanco e corre tantissimo – ha detto di lui, in conferenza stampa, il connazionale Bartlomiej Dragowski – e sono convinto che farà bene con questa maglia». Il portiere, in un’intervista rilasciata a New York a ItalianFootballTv, lo ha indicato come ‘il compagno che porterebbe su un’isola deserta’. Presto detto, l’esuberanza di Drago non può che far bene a Zurkowski.

Nel centrocampo che sta nascendo – e che probabilmente vedrà muovere ancora qualche pedina, in entrata e in uscita – le occasioni per emergere non mancheranno. Il calcio nostrano è profondamente diverso da quello polacco, ma le difficoltà non hanno mai abbattuto Szymon. «A un certo punto mi sono chiesto se giocare a calcio avesse ancora senso – aveva raccontato a Przeglad Sportowy – e mi è venuto da buttare via tutto. Mi è sempre piaciuto ricevere la palla, ma se l’arbitro non fischiava un fallo e io la perdevo, gli anziani si lanciavano contro di me. Una volta uno di loro mi ha detto: “Se giocherai in Premier League o all’estero, smtterò di giocare”. Mi si è conficcato nella testa. Ho sorriso, ma mi faceva male». Beh, pronto per smentirlo con la maglia viola addosso.

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  1. Axel - 6 mesi fa

    Sarebbe il caso di chiamare quel compagno di squadra per ricordargli della promessa…

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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