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Italiano: “Di Vlahovic non parlo più. Stiamo rispettando i nostri programmi”

Italiano: “Di Vlahovic non parlo più. Stiamo rispettando i nostri programmi”

Il pensiero del tecnico gigliato alla vigilia del match casalingo contro il Cagliari

Alessandro Bracali

Ecco le parole di Vincenzo Italiano a poco più di 24 ore dalla gara tra Fiorentina e Cagliari:

Prima settimana difficile della mia gestione? Normale che in un percorso di crescita ci siano alti e bassi, anche a Venezia abbiamo cercato di fare la partita. Il nostro obiettivo è fare qualcosa d'importante. Siamo in linea con i nostri programmi. Poi, certamente, il sottoscritto è arrabbiatissimo per essere tornato da Venezia con zero punti, già domani dobbiamo dimostrare una reazione, sempre tenendo fede ai nostri principi di gioco, giochiamo in casa e il fattore-campo va sfruttato.

Come verrà accolto Vlahovic? Riguardo a questa vicenda non voglio più parlare. Posso dire la mia sull'aspetto del campo, dobbiamo rifornirlo meglio. Mi auguro che contro il Cagliari lo stadio sia per 90' e oltre dalla parte di tutta la squadra. Poi alla fine, come a teatro, se si è apprezzato lo spettacolo si applaude, altrimenti si fa quello che si vuole. Dobbiamo essere tutti uniti, la squadra ha questa grande capacità di approcciare bene alle sfide, anche a Venezia è successo, bisogna cercare di far gol perché creiamo tanto. Lunedì sera ho contato venti situazioni pericolose, ci sbloccheremo sicuramente con quel pizzico di convinzione in più.

Problema in zona-gol? Dobbiamo arrivare davanti alla porta avversaria con più ferocia. Penso alla palla di Sottil a Venezia, che attraversa tutta la linea di porta senza che nessuno dei nostri intervenga. Dobbiamo migliorare, giochiamo con tre attaccanti e possiamo fare sicuramente più male agli avversari. L'obiettivo è fare un gol in più rispetto agli altri. Dopo otto giornate, comunque, occorre vedere anche il bicchiere mezzo pieno, pensiamo che chi ci batte fa tanta fatica.

Castrovilli torna a disposizione, ogni calciatore ha le sue caratteristiche e le sue ci sono mancate, tanto. Gonzalez? Può fare la differenza in ogni momento, ha tanti aspetti forti, penso anche al colpo di testa. Gli assenti saranno Pulgar e Kokorin. Aspettiamo quindici partite, comunque, a dare giudizi sulla rosa. Ribadisco: quello che volevamo ottenere, fin qui, lo stiamo ottenendo, in termini di proposizione del gioco e del non subire gli avversari. Adesso dobbiamo crescere.

Il Cagliari ha giocatori di esperienza e di grande talento e può ottenere tanto quest'anno, arriva da una vittoria. Saranno carichi, molto pericolosi quando ripartono, ci aspetta una partita in cui dovremo stare molto attenti quando non avremo il pallone. In attacco hanno gente veloce che può far male. Occhio anche a Nandez. L'ho già detto ai ragazzi: il pallone teniamolo noi il più possibile. Dobbiamo essere bravi a mettere in crisi la loro strategia.

Negli ultimi anni qui a Firenze non credo si fosse vista una squadra che pronti-via voglia imporre subito il proprio gioco su ogni campo. Dobbiamo essere velenosi in attacco e bravi a conquistare le occasioni giuste, magari anche con qualche punizione dal limite o magari pure con i gol dei difensori su calcio piazzato. Non possiamo aspettare solo i gol del centravanti.

Problema-reazione della Fiorentina? E' vero, soltanto a Roma dopo il gol avversario abbiamo dimostrato di essere ancora in partita al 100%. Anche su questo dobbiamo crescere. Un po' troppo nervosismo a Venezia? Gli screzi in campo possono starci, succede a chi vuol vincere sempre. Quando giocavo capitava spesso anche a me.

Bonaventura in calo? Fa parte degli alti e bassi che in una stagione possono starci. Sono due partite che non riesce ad incidere, può capitare. Sono convinto che nelle prossime gare tornerà ad essere fondamentale. Torneremo a vedere il Bonaventura di Genova, ma anche la Fiorentina vista al Marassi quel sabato contro il Genoa, la migliore della stagione fin qui.

Amrabat in difficoltà a Venezia? Non sono d'accordo e non sta a lui l'inserimento in area, ma alle mezzali, che devono andare ad affiancare gli attaccanti. Dobbiamo essere più bravi nella lettura delle situazioni e delle seconde palle, sui cross sia alti che bassi dobbiamo essere più aggressivi ed impattanti.

Formazione di Venezia criticata? Tranne Amrabat, erano gli undici che avevano vinto a Bergamo contro una squadra fortissima. I sudamericani quando tornano dalle loro nazionali non sono utilizzabili: chi soffre il fuso, chi non riesce a riposare, chi non sta in piedi. Massima fiducia negli undici che sono andati in campo lunedì sera. Ora pensiamo al Cagliari, in questo momento è il nostro pericolo numero uno.

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