Una Fiorentina di corsa, pressing feroce e portieri più attivi

Una Fiorentina di corsa, pressing feroce e portieri più attivi

Paulo Sousa sta lavorando ad una Fiorentina camaleonte, capace di usare 3-4 schemi

di Redazione VN

Su La Gazzetta dello Sport troviamo un focus tecnico sulla Fiorentina, a firma Luca Calamai. Il tiqui-taca non abita più qui, il passaggio da Montella a Paulo Sousa ha portato una vera rivoluzione. Se prima la parola d’ordine era il possesso palla, adesso l’idea primaria è quella di un pressing feroce. L’obiettivo dei preparatori è quello di mettere quanta più resistenza possibile nelle gambe dei giocatori viola che per dieci mesi dovranno «aggredire» gli avversari. Stesso discorso per il lavoro tattico. Il «pressing feroce» inizia dai tre attaccanti. Le novità del portoghese non si fermano qui.

l nuovo tecnico sta lavorando a una Fiorentina camaleonte capace di usare 3-4 schemi con disinvoltura: dal 4-3-3 di partenza, al 4-2-3-1, al 3-5-2, fino al 3-5-1-1. Con altri piccoli accorgimenti. Una variante sul tema è il centrale che si trasforma in regista in fase di possesso palla alzandosi sulla linea di centrocampo. Gonzalo Rodriguez ha piedi e senso tattico per assolvere a questo ruolo. Lo stesso Montella lo aveva immaginato come possibile alternativa a Pizarro. L’avanzamento del centrale permette alla Fiorentina di avanzare uno dei centrocampisti. Lo scopo è quello di portare quanti più uomini possibili nella metà campo avversaria. Su un punto Paulo Sousa è in perfetta sintonia con il passato: avere una Fiorentina in grado di segnare tante reti. La parola «gol» è un altro suo punto fermo. La ripete in continuazione ai suoi attaccanti. «Andiamo a fare gol, andiamo a fare gol». Frase che spesso urla nelle orecchie di Babacar.

 

Quando Sousa declina gli schemi parte sempre dal numero uno. Il portiere fa parte integrante del progetto tattico. L’allenatore cura in prima persona una parte del lavoro dedicato a Tatarusanu e compagni. Lo fa con un esercizio che vede i 4 portieri schierati a semicerchio intorno all’area piccola. Sousa li impegna in un velocissimo giro palla. Questo per aumentare la sensibilità di piede e la rapidità di esecuzione. Il tecnico vuole che il portiere sia il punto di partenza della manovra come accade spesso nel Bayern grazie a Neuer. Il portiere dovrà far partire velocemente l’azione e, in fase di possesso palla, dovrà piazzarsi al limite dell’area di rigore per aiutare con le sue uscite una difesa molto alta. Tatarusanu non è un fenomeno fuori dai pali. Sepe è più abile con i piedi. La maglia di titolare è ancora in palio.

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