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Sottil, la variabile Joaquin 2.0 per scombinare i piani avversari: discreta la prima, ora insistere

Cambio di ruolo per l'attaccante

Stefano Fantoni

Quando costruisci la squadra per il 4-3-3, ma la ricerca dei giusti equilibri ti porta a virare sul 3-5-2, alla fine c'è sempre qualcuno che ci rimette. Chi? Gli attaccanti esterni. Poco centravanti per spostarsi dentro al campo e in area di rigore, poco difensori per coprire tutta la fascia con somma zero tra fase di possesso e di non possesso. Poi, però, ci sono le eccezioni.

Nella prima Fiorentina di Vincenzo Montella l'eccezione era Joaquin. Il 7 per eccellenza che si reinventò con profitto come quinto a destra nel folto centrocampo viola. Un'evoluzione che stupì tutti soprattutto per la carta d'identità dello spagnolo, ben oltre i trent'anni. Nella seconda Fiorentina del tecnico campano questa strada potrebbe essere nuovamente percorsa con Riccardo Sottil. Altro funambolo abituato a giocare dalla trequarti in su.

Il primo test al "Rigamonti" di Brescia: una decina di minuti al posto di Lirola per completare a destra la linea mediana. E i primi risultati dell'esperimento sono incoraggianti, perché con gli avversari stanchi il classe '99 ha potuto sfruttare le sue qualità per offendere con costanza e pensare poco a contenere. “Per un esterno offensivo nel 3-5-2 il ruolo è un po’ diverso. Io cerco di mettere in difficoltà il mister a prescindere dal modulo, mi posso adattare come attaccante ma anche come esterno a tutta fascia. Io per caratteristiche sono un po’ più offensivo, ma con il mister sto lavorando anche a questa soluzione, è un ruolo che posso farele parole di Sottil proprio ai nostri microfoni.

Ora non resta che vederlo nuovamente all'opera con un minutaggio maggiore e contro avversari più probanti.

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