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Affondati nella Laguna

Scelte discutibili: a Venezia la “democrazia” di Italiano non paga

Photo by Maurizio Lagana/Getty Images

Nella rosa della Fiorentina ci sono alcuni giocatori che meritano di essere titolari sempre, salvo squalifiche e infortuni: si tratta di Torreira e Gonzalez

Stefano Niccoli

Democrazia: “forma di governo basata sulla sovranità popolare che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico”. Questa la definizione nuda e cruda. Trasferiamo il concetto dalla politica al calcio. In particolare alla Fiorentina. La parola chiave è “uguaglianza”. Bene fa Vincenzo Italiano a mettere i giocatori sullo stesso piano. Niente favoritismi. Nessuno ha il posto da titolare assicurato. Ad eccezione, ovviamente, di Dusan Vlahovic. Chi si allena meglio, gioca. Semplice, no?

Credo, però, che Italiano, a Venezia, sia andato un po’ oltre la democrazia. La rosa viola è composta da alcuni giocatori, a mio modo di vedere, indispensabili, che dovrebbero scendere in campo sempre dal primo minuto, salvo squalifiche o infortuni. Il riferimento è a Lucas Torreira e a Nicolas Gonzalez. Non abbiamo la controprova che con loro due dall’inizio la Fiorentina avrebbe vinto, ma non c’è dubbio che l’uruguaiano e l’argentino abbiano dato una scossa alla formazione gigliata, per di più in dieci contro undici. Il primo ha alzato il livello qualitativo della regia. La partita di Venezia ha confermato che Amrabat non è un play. Raramente il marocchino si è smarcato per ricevere palla dai difensori e dare il là all’azione. Quando ciò è successo, l’ex Verona l’ha tenuta troppo tra i piedi rallentando la manovra. Il secondo è stato un pericolo per i veneti nonostante abbia giocato solo venti minuti più recupero. È vero: Torreira e Gonzalez sono tornati in Italia poche ore prime del fischio d’inizio, ma niente in confronto alla partita contro l’Atalanta a Bergamo, la prima dopo la sosta di settembre. Bene la “democrazia” e l’uguaglianza, ma la differenza nel calcio la fa spesso la qualità. Il regista e l’esterno ne hanno da vendere. La Fiorentina non è ancora una grande squadra e, in quanto tale, la differenza di tecnica tra alcuni giocatori e altri è abbastanza netta.

Se le sconfitte contro Roma, Inter e Napoli potevano starci, quella contro il Venezia no. Perché arrivata contro un avversario sì schierato meglio in campo, ma pur sempre più debole. Il Ko del "Penzo" rallenta il percorso di crescita della Fiorentina. La speranza è che si sia trattato solo di un incidente di percorso (che può capitare nel corso di una stagione, ci mancherebbe). La risposta ce la darà il Cagliari. Gara, quella contro l’ex Mazzarri, da prendere con le molle.

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