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Pezzella: “Vogliamo ripartire, ma solo in sicurezza. Futuro? Prematuro parlarne ora”

Pezzella, Getty Images

Le parole del capitano viola che ha raccontago gli ultimi due mesi, tra la malattia e la lenta ripresa in sicurezza dell'attività agonistica

Redazione VN

Intervenuto in una lunga diretta su Instagram con il giornalista argentino Daniel Arcucci, il capitano viola German Pezzella ha ripercorso gli ultimi due mesi, tra la positività al Covid-19 e il futuro: "L'8 marzo abbiamo giocato a Udine senza pubblico, è stata l'ultima partita. In quei momenti non si capiva quello che stava succedendo, siamo tornati due volte lassù per via di un primo rinvio. Quando eravamo allo stadio, pensavamo che non avremmo giocato, perché parlavano di sospendere la giornata. Abbiamo anche all'interno della società persone che sono state in ospedale, non per precauzione ma perché avevano bisogno di cure. C'è stata preoccupazione, ma adesso i livelli sono bassi e si stanno via via abbassando, sono ottimista anche per l'Argentina. Sono stato monitorato con test di ogni tipo, sia a casa con sangue e urine sia al centro sportivo con gli stessi controlli che si fanno a inizio stagione".

Sulla ripresa dell'attività agonistica: "La preparazione è stata svolta a casa e poi al centro sportivo, usando solo il campo e con un solo preparatore, massimo due giocatori per campo, andando via subito dopo essersi allenati. Abbiamo avuto la fortuna di avere attrezzature a casa, ma allenarsi sul campo è tutt'altra cosa. Chi vive in un appartamento non ha potuto allenarsi molto bene per forza di cose. A partire dal 18 tutte le squadre che hanno la possibilità di concentrare la rosa nel centro sportivo lo possono fare, noi non ce l'abbiamo e quindi dovremo occupare un hotel, quasi a mo' di bunker. E a partire da questo si analizzerà la situazione per decidere se il campionato potrà ripartire. È impossibile però controllare tutti i dettagli, come i dipendenti dell'albergo...

I giocatori vogliono ripartire, ma lo vorrebbero fare in sicurezza, quando il rischio sarà azzerato. Noi come tutti abbiamo le nostre famiglie a cui pensare, ed è una cosa da tenere in considerazione".

Sul rapporto tra gli argentini e Firenze: "Da argentino, la prima cosa che ti dicono a Firenze è "Batistuta". Ha visitato spesso la città, anche in occasione del suo 50esimo compleanno, quando gli è stata tributata una festa meravigliosa. La fascia di Astori trasmette qualcosa di speciale. Nel marzo del 2018 è successo qualcosa di impensabile, non sai mai cosa fare o dire quando succedono certe cose. Ma il gruppo che avevamo era molto unito, ci siamo chiesti come reagire anche con Mister Pioli: io mi sono trovato nel giro di otto mesi da essere catapultato in una nuova realtà, con una nuova lingua, a diventare il capitano dopo che Badelj è andato alla Lazio. Cerco, cerchiamo sempre di tenere vivo il ricordo di Davide, da quando è successo fino ad oggi, che sto concludendo il mio terzo anno in viola".

Infine per quel che riguarda il futuro, il capitano non si sbilancia: "Niente titoli per i giornali di domani (ride, ndr)".

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